Pur essendo appassionato di retro-computing, non lo sono altrettanto di retro-gaming, ma cio' nonostate non ho voluto lasciarmi sfuggire il primo numero di questa rivista dedicata ai vecchi videogiochi, piu' per intrinseca curiosita' e interesse collezionistico che per vero coinvolgimento.
Prima di tutto le definizioni: il Retro-Gaming e' una attivitˆ di tipo ludico che si esplica nell'utilizzo dei vecchi videogiochi sia con l'hardware originale che con hardware emulato. Se vogliamo il retro-gaming e' una branca del retro-computing, anche se qualche retro-computerista disprezza apertamente chi si occupa esclusivamente di giochi. La convinzione e' infatti quella che i veri informatici, diciamo quelli di serie A, sono quelli che smanettano con l'hardware, con il sistema operativo e con i linguaggi di programmazione; chi invece con il PC solo ci gioca e' guardato con sospetto e poca considerazione.
Personalmente, ma il mio parere vale quanto quello di altri, ritengo sia parimenti dignitoso e culturalmente sullo stesso livello la passione per i videogiochi di vecchia data e l'interesse piu' "colto" rivolto al sistemi ed alla loro programmazione.
Evidentemente c'e' parecchia gente che si dedica ai vecchi videogame, molta di piu' di quanto avrei ipotizzato. Infatti se un editore organizza addirittura una rivista monotematica e' segno evidente che il mercato esiste. Quanto questo sia esteso e soprattutto duraturo non sta a me indovinarlo e faccio tanti auguri all'iniziativa.
Sul Web sono comparse iniziative analoghe, sostenute da appassionati. Cito come esempio Still-Alive e Reload, due web-zine che hanno chiuso dopo pochi numeri. Siti dedicati all'argomento sono numerosi, anche in Italia, partendo da http://www.retrogaming.it/ e una ricerca in Google fornisce una pletora di risultati insospettabile. Evidentemente gli appassionati ci sono... continua