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Jurassic News: Le Scienze – Il software

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La copertina
La copertina


Il foglio elettronico spiegato in maniera tridimensionale
Il foglio elettronico spiegato in maniera tridimensionale

Un IDE per lo sviluppo del software
Un IDE per lo sviluppo del software

L'evoluzione dei linguaggi di programmazione
L'evoluzione dei linguaggi di programmazione

L'evoluzione di un automa cellulare
L'evoluzione di un automa cellulare

Le Scienze – Il software

Le Scienze - numero 195 - novembre 1984 - Lire 3.000

Siamo nel 1984 e il software sta assumendo quell'importanza industriale prima relegata alla mera esecuzione di comandi atti all'archiviazione di informazioni o ai calcoli scientifici. In particolare il software comincia ad essere considerato uno strumento per la ricerca e l'implementazione di algoritmi sempre più sofisticati: ad esempio è di quegli anni il boom dell'Intelligenza Artificiale, nel senso che ad essa si dedicano sempre più risorse finanziarie e umane. L'ingegneria del software non esiste ancora (è del 1989 la prima definizione), così che ognuno si "ingegna" a costruire il linguaggio di programmazione che più gli sembra adatto alla soluzione dei suoi problemi (ad esempio il LISP per l'AI o il Pascal del prof. Wirth per la didattica). Questo numero della rivista "Le Scienze" fotografa lo stato dell'arte per quanto riguarda gli sviluppi sul software ospitando una lista di contributi davvero "pesante". Fra gli autori degli articoli si riconoscono nomi di fama mondiale: ho già accennato a Niklaus Wirth, seguono Terry Winograd (il guru della comprensione automatica del linguaggio), Alan Key (che all'epoca lavorava alla Apple) e Stephen Wolfram (quello di "Mathematica") più altri meno noti al sottoscritto ma sicuramente figure dominanti a giudicare dal curriculum che espongono. Come si diceva l'argomento è il software. Siamo nel 1984 dove è ragionevole pensare che moltissima gente non sappia il significato della parola Software o addirittura non avesse mai visto un calcolatore. Io stesso prima di iscrivermi all'Università avevo visto al massimo una calcolatrice! Dopo la definizione (articolo "Il Software" di Alan Key) si passa al "professore" per eccellenza, quel Niklaus Wirth che al Politecnico di Zurigo insegna Pascal, da lui inventato. Wirth è noto, oltre che per il Pascal, per aver scritto l'opera fondamentale dell'informatica degli anni '80: "Algorithms + Data Structures = Programs", dove per la prima volta si è capito l'importanza delle strutture dati e degli algoritmi associati alla loro manipolazione. Manco a dirlo il suo articolo si intitola "Strutture dati e algoritmi" e si snoda attraverso una descrizione didattica esemplare di cosa sia un albero binario e una lista linkata, cioè due delle strutture dati veramente fondanti di tutta l'informatica moderna. Il terzo articolo "Linguaggi di Programmazione" di Lawrence G. Tesler (uno che lavora al progetto del Machintosh alla Apple) affronta il problema di cosa siano i linguaggi di programmazione, di come siano nati e poi evolti e, immancabile, di come sarà il futuro. Già nel 1984 si era capito che era nell'ereditarietà la chiave di svolta per la definizione di un linguaggio usabile e questo grazie ai problemi emersi dalla definizione della prima interfaccia grafica per personal: quella appunto del MAC. Fra l'altro la curiosa immagine di copertina che illustra una sorta di board contenente disegnini e pentagrammi è un programma! Non ci credete? Si tratta di "Mandala", un linguaggio grafico utilizzabile per la descrizione di brani musicali. "Sistemi Operativi" scritto da Peter J. Denning e Robert L. Brown si occupa di spiegare in maniera non troppo tencnica cosa sia un Operating System e come funzioni. E' curioso come nelle illustrazioni i dischi siano rappresentati ancora dai "padelloni" che qualcuno ricorderà equipaggianti i sistemi mainframe e mini di prima e seconda generazione. Terry Winograd, esperto in AI, firma l'articolo "Software per lavorare con il linguaggio". Quella della comprensione del linguaggio naturale è e rimane una sfida irrisolta nell'ambito della cosidetta Intelligenza Artificiale. Scartati i primi approcci che si limitavano semplicemente alla sostituzione della traduzione della parola,ù si era capito che sarebbe stato difficilissimo giungere a risultati concreti come la traduzione automatica. Il linguaggio umano è immensamente più complesso di quanto si potrebbe a prima vista pensare e solo recentemente sono stati raggiunti dei risultati decenti nella traduzione di testi (vedi la traduzione delle pagine nei motori di ricerca). "Software per la grafica" di Andreis van Dam mostra come la grafica interattiva stia diventando sempre più importante per la comunicazione con il calcolatore. Alcune immagini frattali nell'articolo stupivano non poco il lettore dell'epoca abituato ad una grafica che definire "spartana" è decisamente un eufemismo. "Softrare per la gestione dell'informazione", di Michael Lesk, è forse l'articolo più tradizionale del pacchetto. Immagazzinare informazioni e saperle reperire velocemente è da sempre uno dei compiti del calcolatore, di qualsiasi dimensione esso sia. Un certo Alfred Z. Spector ci introduce invece nel mondo del controllo di processo. Dalla macchina operatrice fino alla centrale nucleare tutto è controllabile dal software che può fornire, nonostante le comprenibili pelplessità di delegare ad una macchina il controllo del ciclo di raffreddamento del nucleo di un reattore, può aiutare in maniera significativa il lavoro umano. Forse se averrero lasciato fare ad una macchina non avremmo avuto una Cernobil! Il mitico Stephen Wolfram, mitico soprattutto perchè esempio vivente di come si possa guadagnare dal mettere a frutto una buona idea, firma "Software nella scienza e nella matematica". Il nostro buon Wolfram porta acqua al suo mulino spiegando che se tu, matematico, vuoi fare ricerca, allora devi dare alla sua società una parte (non insignificante) del tuo badget per comprare le licenze del software o magari addirittura una scheda da infilare nel PC per avere tempi di calcolo decenti. Ricordo che praticamente nessuno possedeva un processore matematico per il PC perchè l'oggetto costava il doppio dell'intero PC! All'epoca lo Stephen era tutto preso dagli automi cellulari ed infatti l'articolo ne spiega usi e consumi con qualche bella immagine (più bella che effettivamente utile). L'ultimo articolo è forse il più interessante ed innovativo: "Software per i sistemi intelligenti" di Doyuglas B. Lenat parlando di come si possa iniettare un tantino di intelligenza nei nostri programmi illustra a latere anche quello che sarà poi considerato un irrinunciabile tool per gli sviluppatori, cioè l'IDE (Integrated Developer Environment) che ormai tutti usiamo in tutte le salse ma che ha uno scopo unico: mostrarci le informazioni di cui abbisognamo in maniera organizzata.

Che dire in conclusione? Un numero della rivista che ho letto più volte (lo denota anche l'usura de fascicolo stesso) e che mi ha fornito nei primi anni della mia carriera di softwarista un punto fermo e l'indicazione della strada da seguire. L'articolo di Wirth confesso di averlo scopiazzato alla grande per preparare i corsi di programmazione e di aver usato fra lo stupore generale l'algoritmo di Boyer e Moore per la ricerca di parole in un testo.

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