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Jurassic News: Pirates of Silicon Valley

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L'attore che impersona Steve Jobs (il primo piano non ne esalta la somiglianza, ma visto in azione sembra proprio lo Steve dei tempi migliori)
L'attore che impersona Steve Jobs (il primo piano non ne esalta la somiglianza, ma visto in azione sembra
proprio lo Steve dei tempi migliori)

Steve Wozniak
Steve Wozniak

Qui Jobs si e' comprato la sua prima suite mentre Wozniak lo guarda come se vedesse un marziano. Siamo alla prima fiera cui ha partecipato Apple: i visitatori prenderanno d'assalto lo stand.
Qui Jobs si e' comprato la sua prima suite mentre Wozniak lo guarda come se vedesse un marziano. Siamo alla prima fiera cui ha partecipato Apple: i visitatori prenderanno d'assalto lo stand.

Questo chi vi pare? Qui sta convincendo la IBM a comprare il suo DOS
Questo chi vi pare? Qui sta convincendo la IBM a comprare il suo DOS

Qui invece e' piuttosto inc..to: ha appena visto Lisa... L'altro e' Paul Allen (anche da qui si vede che la pelata e' finta)
Qui invece e' piuttosto inc..to: ha appena visto Lisa... L'altro e' Paul Allen (anche da qui si vede che la pelata e' finta)

L'Apple I, da dove e' partito tutto... Il case era di legno.

L'Apple I, da dove e' partito tutto... Il case era di legno.

Pirates of Silicon Valley

Video durata circa 1h 20' - anno di produzione 2004

Grazie al regalo di un amico che me l'ha portato dagli States, ho potuto gustarmi questo film, lottando un po' per effetto del mio inglese non proprio attrezzato per il californiano. Esiste comunque una versione della Apogeo (se non ricordo male) doppiato in italiano.

Il film racconta in maniera romanzata gli episodi salienti della nascita della micro-informatica negli anni '70 in quella che e' stata chiamata poi la "Silicon Valley" e che ha gemmato la società dell'informazione come oggi nel 2005 noi conosciamo. Gli episodi fondamentali sono abbastanza conosciuti da parte degli appassionati: il come Bill Gates riuscì a vendere il suo sistema operativo DOS alla IBM ancora prima di averlo sviluppato e scavalcando il CP/M della Digital Research; il garage che fu la prima sede della Apple Computers; il rifiuto del prototipo dell'Apple I da parte della stessa IBM, etc...

Per non dare l'impressione del documentario la trama è stata arricchita da episodi più o meno credibili e accentrata sulla vita di Steve Jobs, co-fondatore di Apple assieme al mitico Wozniak. Ogni tanto c'è una sorta di flash sul privato dell'eroe con tanto di litigi con la fidanzata incinta, la visita alla comune dove la fidanzata ha appena partorito e il momento di commozione famigliare (si sa che gli americani sono dei bacettoni...) in cui papà Steve incontra la figlioletta Lisa ormai cresciutella, episodio che lo indurrà a chiamare Lisa la sua prima e rivoluzionaria workstation basata sull'interfaccia grafica che sarà poi ereditata e perfezionata dal MacIntosh.

Naturalmente non poteva mancare l'avversario, quel tal Bill Gates che fonda la Microsoft con un paio di amici di college (Paul Allen, ad esempio) e che di fatto chiude la storia con la sua vittoria sul rivale costretto a chiedergli aiuto finanziario e anche tecnico commerciale per non essere costretto a chiudere la baracca. Il casting è scelto con estrema cura, tanto che gli attori assomigliano in maniera impressionante ai protagonisti reali. Ovviamente tanta pignoleria viene messa in campo solo per i due protagonisti principali (Jobs e Gates), mentre i conprimari devono accontentarsi di una vaga somiglianza basata su caratteristiche macroscopiche nemmeno riuscitissime (vedi la pelata di Allen o la barba incolta di Wozniak). Nota positiva per la regia e per la sceneggiatura. Il regista ha saputo rendere bene l'atmosfera senza incappare in stereotipi troppo manieristici: il garage, sede della prima Apple, non e' poi tanto piccolo mentre la comune dove vive la ragazza di Jobs è irrealisticamente pulita e tranquilla. Gli esterni sono realizzati con "poca spesa": un parcheggio con un capannone con scritte palesemente posticce, strade periferiche anonime, nessuna inquadratura che faccia apprezzare l'orografia della regione. Credo che anche la stessa sede di Apple a Cupertino sia una ricostruzione in studio ma non posso esserne sicuro. In effetti gli esterni possono essere stati girati da qualsiasi parte, l'unica caratteristica presente della California e' forse la polvere.

Molto ben riuscita la psicologia dei personaggi che non si limita ai due protagonisti ma coinvolge anche i conprimari. Ad esempio Steve Wozniak viene coinvolto spesso in inquadrature dove appare evidente il suo imbarazzo e dove il contrasto con il suo amico Jobs, vero business-man, viene esaltato.
Ancora più riuscito Bill Gates e la sua diagnosi di autistico "ad alto funzionamento" i cui maldestri approcci con le ragazze o l'arresto per eccesso di velocità riescono perfino a rendercelo simpatico. Ma appena sente odore di soldi si trasforma in un vero squalo pronto ad azzannare chiunque cerchi di sbarrargli la strada. Steve Jobs viene dipinto come una persona con discreti problemi relazionali che sfiorano la psicosi. Forse la differenza fondamentale che ha permesso all'uno di diventare l'uomo piu' ricco del mondo e all'altro di diventarlo molto meno (non è che Jobs sia uno spiantato comunque) sta nel fatto che Bill è riuscito a circondarsi di amici e mantenerseli, anche e soprattutto facendo diventare ricchi anche loro, mentre Steve su questo fronte ha fallito alla grande facendo scappare tutti quanti.

Per un certo verso il film descrive anche la sconfitta di una certa idea della società idealistica, non a caso la vicenda apre con una protesta contro la guerra in Vietnam alla quale partecipano Jobs e company, nei confronti della società tradizionale americana basata sul business. Anche lo stesso Jobs ha provato a vivere "alla grande", non appena ha cominciato a fare soldi, con la sua mania dell'extra lusso: l'ingresso della Apple a Cupertino è esemplare: una potente moto e un prestigioso pianoforte fanno bella mostra in quello che sembra un salone da ballo piuttosto che l'ingresso di una azienda. Significativo l'imbarazzante ingresso di Gates e compagni in occasione della loro prima visita: letteralmente soggiogati dall'imponenza che li sovrastava per entita' di business e per stile.

Buona la scenografia , non tanto per gli ambienti, ricostruiti senza troppa spesa come si diceva, quanto per la ricca presenza di sistemi di calcolo dell'epoca. Dal mitico Apple I con case in legno all'Altair 8800 ci sono proprio tutti per la gioia degli appassionati. Forse non si sono sprecati più di tanto con Lisa e MacIntosh (un solo esemplare per entrambi). Stessa sorte per l'Apple ///, mentre i sistemi Apple II si sprecano, segno sia della grande diffusione di questo prodotto che della sua importanza strategica per Apple: di fatto e' stato il sistema che l'ha portata al successo. Ovviamente i PC IBM ci sono eccome, ma questo fa poca notizia.

A fianco qualche screenshot per apprezzare il casting.

Ad Excelsior.

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