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Jurassic News: Inserto DOS Avanzato - Testata "Personal Computer"

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Rassegna fotografica

Inserto DOS Avanzato - Testata "Personal Computer"

Inserto DOS Avanzato - Testata "Personal Computer"

La casa editrice "Systems Comunicazioni" ha seguito il mercato del Personal fin dalle prime apparizioni dei sistemi home (i vari Commodore 64) e "da ufficio", cioè dei PC come noi oggi li chiamiamo, proponendo un brand di pubblicazioni che hanno coperto più o meno tutti i campi dalla ludica all'informatica professionale.
Dal Web (http://www.systems.it/) si evince che l'editore è attivo fin dal 1977.
Cito testualmente:
"Attiva fin dal 1977, Systems Comunicazioni e' tra le prime case editrici italiane di software e di pubblicazioni informatiche. Negli anni ottanta, con la diffusione dei primi personal, e in particolare del Commodore 64, le pubblicazioni Systems sono un punto di riferimento per tutta la generazione dei pionieri dell’informatica italiana.
 

In quegli anni, Systems pubblica riviste quali Computer, Personal Computer e Commodore Computer Club, videogiochi (sotto la testata Software Club), programmi di utilità, come i primi gestionali distribuiti in edicola, e software di grande impegno e successo quali La Voce, in grado di far parlare e perfino di cantare il C64, e l’MS-DOS emulator per C64. Dopo un breve periodo di diversificazione in altre aree dell’editoria tradizionale, a partire dal 1993 Systems Comunicazioni si dedica sempre più al software di largo consumo traducendo e ripubblicando i migliori programmi shareware del momento. (...omissis...) Nel 1995, la rivista Commodore Computer Club, già diventata Personal Computer Club, si rifonda completamente cambiando la testata in inter.net, mentre Personal Computer e Software Club rimangono due titoli di riferimento per quanto concerne il software di utilità e i videogiochi distribuiti in edicola."

A questo punto non sono in grado di dire se il fascicolo (che è un allegato) che possiedo provenga dalla rivista "Computer" o "Personal Computer". Lo stesso catalogo italiano dei periodici (ACNP, http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/cnr/fp.html) non registra la presenza delle testate citate.

La rivista Personal Computer (o Computer) ha avuto un discreto successo (almeno tale mi pare di ricordare) forse per la collocazione nel panorama di allora. Servivano pubblicazioni dal taglio "professionale" ma non molto distante dalla cultura "home" dove l'utente "medio" potesse trovare spunti di lettura e idee per accrescere le proprie capacità di gestione della macchina. Avere competenze superiori alla media poteva dare una marcia in più'in ufficio e una spinta decisiva alla carriera. Ho conosciuto ragionieri senza nessuna idea di cosa fosse una istruzione macchina, spacciarsi per "esperti" e pontificare sull'uso creativo della videoscrittura e sulla conservazione dei floppy "lontano dai caloriferi" con tanto di spiegazioni caserecce dei fenomeni fisici coinvolti...
Nella mia limitata esperienza ho maturato l'idea che le riviste di informatica, fin dal loro primo apparire, sono appartenute a due grandi filoni: il primo comprende quelle riviste che io chiamo "aggregatrici" nel senso che hanno rappresentato la voce di una comunità e il secondo delle riviste "opportuniste" che in qualche modo cavalcavano l'onda dell'entusiasmo facendosi portavoci delle esigenze di una certa categoria di utilizzatori, ma solo per ragioni di cassetta. Va da se che spesso, anzi nella maggior parte dei casi, le riviste nascono aggregatrici e transitano verso l'opportunismo per spegnersi poi inesorabilmente nell'oblio più totale. Le riviste "aggregatrici" costituiscono ancora oggi un "must" per gli appassionati che vanno a caccia dei vecchi numeri e li conservano "a futura memoria", le altre... sono finite nel cassonetto.
Una qualche indicazione di quale sia stata la vocazione della pubblicazione si desume direttamente dalla presenza "sul mercato" dei vecchi numeri: se sono impossibili da trovare o siamo di fronte ad oggetti da collezione (ma qualche numero sparso qua e la si trova) o all'opposto a "cartaccia" che ha finito la sua corsa nel bidone della carta riciclata (speriamo almeno quello!).

Di questa rivista "Personal Computer" non sono riuscito a reperire nessun numero, segno evidente che non si e' trattato di una pubblicazione "aggregatrice"; conservo per puro caso questo inserto, chiamato semplicemente "Computer - Inserto DOS Avanzato" forse perchè portatore di un qualche articolo per me interessante all'epoca, ma rileggendolo ora non immagino quale potesse essere!
Osservo inoltre come da una prima ricerca fatta sembra che la rivista non sia presente in nessuna biblioteca. le biblioteche tendono a disfarsi dei vecchi periodici soprattutto se non sono richiesti da nessuno per un certo tempo.

L'oggetto in mio possesso e' tratta di un inserto di circa 40 pagine, stranamente siglate con la numerazione romana, caso unico che non ho mai incontrato prima, stampato su carta riciclata e privo di qualsiasi velleità di abbellimento se non di qualche disegno in bianco/nero.
Fino a qualche anno fa la carta riciclata si distingueva per quel colore sul grigiastro e per la ruvidezza dei fogli. Peraltro si tratta di un supporto che definirei "ideale" all'uso accoppiato al PC, proprio per la mancanza di quei fastidiosi riflessi tipici della carta patinata.
Il sottotitolo recita: "Programmi e applicazioni per l'uso intelligente del Personal Computer".
Il contenuto e' costituito da una serie di sorgenti nei vari linguaggi, abbastanza commentati e stringatamente presentati, pronti per essere digitati o studiati nelle loro parti piu' interessanti.
Gli argomenti:
- Documentazione in linea con Clipper
- Clipper made in Italy
- PC Contest
- La storia di Unix
- Breakeven Point

Si noti la prevalenza del Clipper, un compilatore-interprete molto in voga attorno agli anni '90 per la gestione delle basi dati in formato DBIII. Credo che un po' per tutte le riviste ci sia questo fenomeno della focalizzazione su un certo linguaggio-programma, dovuto probabilmente alla disponibilità in redazione o fra i collaboratori di un buon esperto del campo. Del resto questo succede tutt'oggi, basta dare un'occhiata alle riviste di programmazione: gli autori sono sempre piu' o meno gli stessi e quindi la rivista finisce per assorbirne lo stile e la conoscenza.

E' presente ancora una sorta di "orgoglio nazionale" secondo il quale era necessario "piegare" all'italico idioma la cultura cosi' facilmente scopiazzata a piene mani da oltre-oceano. Se ora nessuno si scandalizza se al posto di "gen-feb-mar-apr-mag-..." compare "Jan-Feb-Mar-Apr-May-..., per i "ragionieri" di allora era una vera tortura mentale. Ecco quindi la professione del "localizzatore", che sacrifica preziosi cicli di clock della macchina per andare ad impegolarsi in funzioni di conversione delle date...
La rubrica "PC Contest" ospita brevi routines di utilita' (dei Tricks si direbbe oggi), come le scorciatoie di tastiera (beh si', una volta si digitava tutto, mica c'era il mouse!), la numerazione dei files nelle directory e cosi' via...
C'e' spazio anche per un articolo divulgativo: "La storia di Unix" dove il "cappello" recita: "Unix rappresenta il grande passo in avanti per tutti gli utenti di Personal Computer. Esploriamo questo nuovo mondo". Siamo attorno al 1990, Unix si e' definitivamente diramato in due tronconi: il System V dei Bell Labs (o di chi per loro: e' difficile capire di chi sia la proprieta' intellettuale) e il fork BSD dell'Universita' di Berkeley. Sopravvive, ma ancora per poco, quell'obbrobrio di Xenix che per la verita' avrebbe potuto anche avere una sorte migliore, visto che la concorrenza era poi il DOS, con tutte le pecche di quest'ultimo.
Non manca qualche riga di codice in C, cosi' per dimostrare l'apertura del sistema con le chiamate al kernel ben documentate e disponibili con semplicita', a patto di conoscere qualcosina delle basi. Se pensate che per fare una chiamata al DOS bisogna scomodare l'assembler e gli interrupt software, era veramente un passo avanti!
L'ultimo argomento e' una applicazione classica del marketing e pianificazione: il calcolo del Breakeven Point, fatto con l'uso di uno SpreadSheet (nella fattispecie Quattro Pro della Borland).
I sorgenti sono disponibili su supporto magnetico (floppy) da prenotare presso la redazione a costi che a proporli oggi ci farebbero incarcerare per ladrocinio: dalle 20.000 alle 40.000 Lire (10-20 Euro) piu' le spese di spedizione (altre 4.000 Lire).

Tutto sommato un inserto abbastanza "grigio", come la carta sul quale e' stampato.

Settembre 2004. Ad Excelsior.
sonicher.

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