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In
quegli anni, Systems pubblica riviste quali Computer,
Personal Computer e Commodore Computer Club, videogiochi
(sotto la testata Software Club), programmi di utilità,
come i primi gestionali distribuiti in edicola, e
software di grande impegno e successo quali La Voce,
in grado di far parlare e perfino di cantare il C64,
e l’MS-DOS emulator per C64. Dopo un breve periodo
di diversificazione in altre aree dell’editoria
tradizionale, a partire dal 1993 Systems Comunicazioni
si dedica sempre più al software di largo consumo
traducendo e ripubblicando i migliori programmi shareware
del momento. (...omissis...) Nel 1995, la rivista
Commodore Computer Club, già diventata Personal
Computer Club, si rifonda completamente cambiando
la testata in inter.net, mentre Personal Computer
e Software Club rimangono due titoli di riferimento
per quanto concerne il software di utilità
e i videogiochi distribuiti in edicola."
A
questo punto non sono in grado di dire se il fascicolo
(che è un allegato) che possiedo provenga dalla
rivista "Computer" o "Personal Computer".
Lo stesso catalogo italiano dei periodici (ACNP, http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/cnr/fp.html)
non registra la presenza delle testate citate.
La
rivista Personal Computer (o Computer) ha avuto un
discreto successo (almeno tale mi pare di ricordare)
forse per la collocazione nel panorama di allora.
Servivano pubblicazioni dal taglio "professionale"
ma non molto distante dalla cultura "home"
dove l'utente "medio" potesse trovare spunti
di lettura e idee per accrescere le proprie capacità
di gestione della macchina. Avere competenze superiori
alla media poteva dare una marcia in più'in
ufficio e una spinta decisiva alla carriera. Ho conosciuto
ragionieri senza nessuna idea di cosa fosse una istruzione
macchina, spacciarsi per "esperti" e pontificare
sull'uso creativo della videoscrittura e sulla conservazione
dei floppy "lontano dai caloriferi" con
tanto di spiegazioni caserecce dei fenomeni fisici
coinvolti...
Nella mia limitata esperienza ho maturato l'idea che
le riviste di informatica, fin dal loro primo apparire,
sono appartenute a due grandi filoni: il primo comprende
quelle riviste che io chiamo "aggregatrici"
nel senso che hanno rappresentato la voce di una comunità
e il secondo delle riviste "opportuniste"
che in qualche modo cavalcavano l'onda dell'entusiasmo
facendosi portavoci delle esigenze di una certa categoria
di utilizzatori, ma solo per ragioni di cassetta.
Va da se che spesso, anzi nella maggior parte dei
casi, le riviste nascono aggregatrici e transitano
verso l'opportunismo per spegnersi poi inesorabilmente
nell'oblio più totale. Le riviste "aggregatrici"
costituiscono ancora oggi un "must" per
gli appassionati che vanno a caccia dei vecchi numeri
e li conservano "a futura memoria", le altre...
sono finite nel cassonetto.
Una qualche indicazione di quale sia stata la vocazione
della pubblicazione si desume direttamente dalla presenza
"sul mercato" dei vecchi numeri: se sono
impossibili da trovare o siamo di fronte ad oggetti
da collezione (ma qualche numero sparso qua e la si
trova) o all'opposto a "cartaccia" che ha
finito la sua corsa nel bidone della carta riciclata
(speriamo almeno quello!).
Di
questa rivista "Personal Computer" non sono
riuscito a reperire nessun numero, segno evidente
che non si e' trattato di una pubblicazione "aggregatrice";
conservo per puro caso questo inserto, chiamato semplicemente
"Computer - Inserto DOS Avanzato" forse
perchè portatore di un qualche articolo per
me interessante all'epoca, ma rileggendolo ora non
immagino quale potesse essere!
Osservo inoltre come da una prima ricerca fatta sembra
che la rivista non sia presente in nessuna biblioteca.
le biblioteche tendono a disfarsi dei vecchi periodici
soprattutto se non sono richiesti da nessuno per un
certo tempo.
L'oggetto
in mio possesso e' tratta di un inserto di circa 40
pagine, stranamente siglate con la numerazione romana,
caso unico che non ho mai incontrato prima, stampato
su carta riciclata e privo di qualsiasi velleità
di abbellimento se non di qualche disegno in bianco/nero.
Fino a qualche anno fa la carta riciclata si distingueva
per quel colore sul grigiastro e per la ruvidezza
dei fogli. Peraltro si tratta di un supporto che definirei
"ideale" all'uso accoppiato al PC, proprio
per la mancanza di quei fastidiosi riflessi tipici
della carta patinata.
Il sottotitolo recita: "Programmi e applicazioni
per l'uso intelligente del Personal Computer".
Il contenuto e' costituito da una serie di sorgenti
nei vari linguaggi, abbastanza commentati e stringatamente
presentati, pronti per essere digitati o studiati
nelle loro parti piu' interessanti.
Gli argomenti:
- Documentazione in linea con Clipper
- Clipper made in Italy
- PC Contest
- La storia di Unix
- Breakeven Point
Si
noti la prevalenza del Clipper, un compilatore-interprete
molto in voga attorno agli anni '90 per la gestione
delle basi dati in formato DBIII. Credo che un po'
per tutte le riviste ci sia questo fenomeno della
focalizzazione su un certo linguaggio-programma, dovuto
probabilmente alla disponibilità in redazione
o fra i collaboratori di un buon esperto del campo.
Del resto questo succede tutt'oggi, basta dare un'occhiata
alle riviste di programmazione: gli autori sono sempre
piu' o meno gli stessi e quindi la rivista finisce
per assorbirne lo stile e la conoscenza.
E'
presente ancora una sorta di "orgoglio nazionale"
secondo il quale era necessario "piegare"
all'italico idioma la cultura cosi' facilmente scopiazzata
a piene mani da oltre-oceano. Se ora nessuno si scandalizza
se al posto di "gen-feb-mar-apr-mag-..."
compare "Jan-Feb-Mar-Apr-May-..., per i "ragionieri"
di allora era una vera tortura mentale. Ecco quindi
la professione del "localizzatore", che
sacrifica preziosi cicli di clock della macchina per
andare ad impegolarsi in funzioni di conversione delle
date...
La rubrica "PC Contest" ospita brevi routines
di utilita' (dei Tricks si direbbe oggi), come le
scorciatoie di tastiera (beh si', una volta si digitava
tutto, mica c'era il mouse!), la numerazione dei files
nelle directory e cosi' via...
C'e' spazio anche per un articolo divulgativo: "La
storia di Unix" dove il "cappello"
recita: "Unix rappresenta il grande passo in
avanti per tutti gli utenti di Personal Computer.
Esploriamo questo nuovo mondo". Siamo attorno
al 1990, Unix si e' definitivamente diramato in due
tronconi: il System V dei Bell Labs (o di chi per
loro: e' difficile capire di chi sia la proprieta'
intellettuale) e il fork BSD dell'Universita' di Berkeley.
Sopravvive, ma ancora per poco, quell'obbrobrio di
Xenix che per la verita' avrebbe potuto anche avere
una sorte migliore, visto che la concorrenza era poi
il DOS, con tutte le pecche di quest'ultimo.
Non manca qualche riga di codice in C, cosi' per dimostrare
l'apertura del sistema con le chiamate al kernel ben
documentate e disponibili con semplicita', a patto
di conoscere qualcosina delle basi. Se pensate che
per fare una chiamata al DOS bisogna scomodare l'assembler
e gli interrupt software, era veramente un passo avanti!
L'ultimo argomento e' una applicazione classica del
marketing e pianificazione: il calcolo del Breakeven
Point, fatto con l'uso di uno SpreadSheet (nella fattispecie
Quattro Pro della Borland).
I sorgenti sono disponibili su supporto magnetico
(floppy) da prenotare presso la redazione a costi
che a proporli oggi ci farebbero incarcerare per ladrocinio:
dalle 20.000 alle 40.000 Lire (10-20 Euro) piu' le
spese di spedizione (altre 4.000 Lire).
Tutto
sommato un inserto abbastanza "grigio",
come la carta sul quale e' stampato.
Settembre
2004. Ad Excelsior.
sonicher.
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