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fotografica

La copertina

Il "sistema" Unix R140 della Acorn Archimedes

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MC
microcomputer
N.
91– Dicembre 1989 - Lire 7.000
La
mole pubblicitaria su MC Microcomputer è in continua e preoccupante
crescita. In questo numero infatti
una ventina di pagine iniziali sono completamente appannaggio
delle inserzioni pubblicitarie. Anche l'impaginazione degli
articoli ne sta soffrendo, la pagina a fronte non viene
praticamente più usata (i pubblicitari
preferiscono le pagine a fronte che sono disposti a pagare
di più rispetto al retro). Segno dei tempi, ma comunque
è un peccato che la rivista di riferimento stia scivolando
verso il lento ma fatale oblio. Mancano
10 numeri al fatidico numero 100 ma MC non raggiungerà
la soglia del duecentesimo numero... Insomma è a metà della
propria vita editoriale.
Sul
finire degli anni '80 il settore dell'informatica personale
si sta' facendo delle domande esistenziali e cerca
di costruirsi un futuro aggredendo tre campi precisi:
1.
Da una parte il settore home che
vede come prospettiva la presenza di una macchina DOS in
ogni casa e utilizza come grimaldello il settore ludico.
In questa strategia non possono passare inosservate le situazioni
di "libero mercato" (cioè
di copia allegra del software) che mette a disposizione
dell'utenza domestica sia i programmi professionali, come
Word, sia giochi in grande quantità.
2. Il settore professionale "da ufficio" che ha
ormai preso piede consistentemente e che sta consolidando
la sua posizione elaborativa grazie alla nascita di programmi
sempre più sofisticati e alla crescente potenza elaborativa
dei sistemi. Tutto e' basato sul DOS ma questo non e' uno
svantaggio, anzi: sostanziale stabilita, velocità di
esecuzione e scarsa obsolescenza dei sistemi ne fanno
il sistema ideale. Senza contare poi la vicinanza al sistema
operativo di rete per eccellenza: Novell, che ha più o meno
la stessa sintassi nel comandi
(NCOPY invece che COPY, NDIR invece che DIR...). Va tenuto
presente naturalmente che l’utente non ha ancora visto
le interfacce grafiche (se non gli applisti) e si adatta,
con qualche sacrificio, ai comandi dalla
console di testo. I sistemi Apple fanno storia a
sé ma non e’ ancora chiaramente definita la loro posizione
di leader di mercato nel settore della
grafica professionale.
3. Il settore scientifico che rimane ben in mano dei produttori
di hardware e software UNIX ma che vede la nascita di numerose
iniziative accademiche (ad esempio la Wolfram Research con
il suo Mathematica) attratte dal basso costo dei sistemi.
E'
proprio nel settore scientifico che le ditte cercano di
insinuarsi e il motivo si riesce facilmente a capire: larghi
margini di guadagno mentre e' ormai chiaro a tutti che le
DOS Machine arriveranno a prezzi talmente bassi
da non consentire un significativo business. Il settore
scientifico e' molto difficile, abituato da anni a prestazioni
eccellenti e a sistemi con caratteristiche hardware ed estetiche
che nulla hanno a che fare con
il piattume della piattaforma DOS. Acorn ci prova con una
workstation UNIX siglata R140 (la R sta' ovviamente per
RISC, mentre il 140 probabilmente e' la sigla del processore
o del modello). I numeri di questo "sogno" sono:
processore RISC a 32 Bit, sistema operativo Unix di derivazione
Berkeley (il più diffuso nelle università), schermo ad altissima
risoluzione (1280x1024, una cosa impensabile per l'epoca),
mouse ed interfaccia grafica punta e clicca.
In un mondo dove gli screen delle prime versioni di Windows
fanno piangere (vedi foto a lato), questi
sistemi guardano dall'alto della loro superiorità le "macchinette
buone per giocare...". Ma
la fantasia si scontra con la realtà di un prezzo superiore
ai dieci milioni (un PC clone costa circa 3 milioni).
Una
menzione speciale merita la serie di articoli "ADPnetwork"
(ADP starebbe per Andrea De Prisco, un giornalista che ha
scritto molto su MC, ora non so che fine abbia fatto, specializzato
in Apple prima e in Amiga poi). Si tratta della costruzione
hardware e software di una rete locale per Amiga fatta con
l'impiego di trasputer, davvero un progettino niente male!
Il
Trasputer è stato un'altra chimera dell'elettronica digitale
anni '80. Praticamente un chip di tipo RISC ottimizzato
per la comunicazione e il supporto alla realizzazione di
macchine parallele. Le caratteristiche notevoli di questi
oggetti li rendevano particolarmente interessanti per progetti
di punta come ad esempio la costruzione di calcolatori in
grado di "autoripararsi", nel senso che erano
in grado di escludere le unità di elaborazione malfunzionanti
oppure in grado di integrare nel sistema un chip aggiunto
"a caldo". Chissà che fine hanno
fatto simili mega-progetti: probabilmente dimenticati dopo
l'euforia iniziale in qualche cassetto di un ricercatore
universitario o forse semplicemente l'industria non è stata
in grado di spingere più di tanto, visto che, come è stato
appurato dopo, il software comanda su tutto: puoi avere
il calcolatore migliore del mondo ma se non hai niente da
farci girare sopra tanto vale lasciarlo spento.
Intanto
gli anni ‘90 sono alle porte e l’informatica
personale e’ gia vecchia
di dieci anni! Saranno proprio gli anni ’90 a sancire la diffusione capillare
del PC, il suo uso in tutti i campi e la nascita della Rete
come mezzo fisico e virtuale a supporto della globalizzazione,
per ora di questa rivoluzione si vede francamente
pochino: qualche rete, qualche GUI e qualche mouse pesante
e poco ergonomico…
Ad
Excelsior.
sonicher@interpuntonet.it |