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Jurassic News: McMicrocomputer

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Rassegna fotografica

La copertina
La copertina

Il PC Junior (JX) della IBM (si vede poco ma gia' l'immagine originale e' scura e priva di particolari. Un trucco per nascondere quello che non e' ancora pronto?)
Il PC Junior (JX) della IBM (si vede poco ma gia' l'immagine originale e' scura e priva di particolari. Un trucco per nascondere quello che non e' ancora pronto?)

La facciona di Sir Clive su Your Computer
La facciona di Sir Clive su Your Computer

Il nuovo MAC Plus in tutta la sua bellezza...
Il nuovo MAC Plus in tutta la sua bellezza...

...e la sua mother board. Il chippone al centro e' il fantastico 68000 della Motorola
...e la sua mother board. Il chippone al centro e' il fantastico 68000 della Motorola

Le piedinature del Commodore 128. Simili informazioni tecniche erano frequenti su MC come su altre testate, apprezzate e molto utili agli smanettoni.
Le piedinature del Commodore 128. Simili informazioni tecniche erano frequenti su MC come su altre testate, apprezzate e molto utili agli smanettoni.

 


MC microcomputer

N. 51- Aprile 1986 - Lire 4.500

In copertina fa bella mostra di se il MacIntosh Plus, versione rinnovata della famiglia di "mele" introdotto da Apple poco piu' di un anno prima. Puntualmente troviamo l'articolo di presentazione all'interno della rivista. La macchina e' un MAC "compatto" (vengono definiti MAC compatti quelli che hanno mainboard e video integrati) con l'aggiunta di 512 Mb di RAM (prima erano solo 128K) e un drive per floppy da 800K al posto del precedente da 400K. La recensione, opera di Maurizio Bergami, pone l'accento sulla raggiunta utilizzabilita' del sistema che prima, a detta dell'articolista, mancava per la scarsezza di dotazione in RAM. Il Mac Plus ha avuto una diffusione notevole, tanto che se ne trovano ancora agevolmente degli esemplari sul mercato del retro-computing, scarseggiano un po' le tastiere ed i mouse originali soggetti come e' logico a maggiore usura e rischio di guasti.

Mi permetto di fare una considerazione personale a questo punto. Spesso nelle recensioni dei nuovi modelli e in modo particolare l'ho notato per le macchine della Apple Computer, compare la parola "finalmente". Quasi a voler sottolineare che quello che c'era prima era solo un tentativo poco riuscito. Ma se andiamo a rileggere la recensione dei modelli precedenti anche li' il "finalmente" la fa da padrone! Come la mettiamo? Secondo me il fatto inequivocabile che una generazione nuova di sistemi introduca quei miglioramenti tanto auspicati e resi possibili dal progredire della tecnologia se non dal semplice calo dei costi di produzione, non giustifica una considerazione denigratoria nei confronti dei modelli precedenti.
La logica del mercato e della spinta ai consumi si fa sentire su una redazione specializzata, questo e' certo. Le case produttrici concedono il loro prodotto da recensire (spesso da smontare di sana pianta) a certe condizioni, una delle quali probabilmente e' quella di avvalersi del potere coercitivo degli articolisti nei confronti dei nuovi potenziali clienti (e fin qui nulla di male) e nei confronti dei clienti gia' acquisiti che "devono" sentirsi a disagio finche' non riescono a fare 'sto benedetto upgrade del loro sistema (e questo non e' poi cosi' morale). Il bello (o il brutto) e' che questa pratica resiste tutt'ora e per vederla in funzione basta prendersi la recensione del sistema operativo MAC OSX 10.2 recentemente comparsa sulla rivista Applicando numero 200 (ottobre 2002). Anche li i "finalmente!" si sprecano e sembra quasi che la versione precedente (la 10.1.5, salutata al suo apparire come la panacea) non sia stata che un pallido tentativo di quello che "finalmente si e' rivelato il vero, unico, irripetibile (ma fino a quando?) sistema operativo del futuro".

Quali le altre novita' presentate sul numero di Aprile 1986 di MC? Il lancio sul mercato del PC IBM dedicato all'home: "Junior PC", chiamato anche "PC JX", e' il tentativo della grande multinazionale di inserirsi nella lotta degli home che sempra dia qualche risultato a livello di profitto. Credo che un aspetto poco capito sia stato invece la necessita' da parte di IBM di mantenere alto il prezzo dei sistemi professionali offrendo una alternativa per il mercato dei sistemi casalinghi. Il JX avra' pochissima fortuna.

A pagina 36 MC traduce un lungo articolo apparso sulla rivista inglese "Your Computer" che attacca senza tante parafrasi Sir Clive Sinclair, papa' dei vari ZX, dello Spectrum e del Quantum Leap. Forse una presa di posizione contraria ai prodotti Sinclair da parte di MC? Mancando commenti non e' dato saperlo ma forse e' proprio cosi': un progressivo abbandono di queste "macchinette" da parte della rivista che si sente (e forse lo e') leader del settore.

Che i vari ZX siano stati delle "macchinette" poco paragonabili a dei computer e' una cosa certa e che personalmente non ho mai nascosto. Non per niente non ne ho mai posseduto uno (del resto non ho mai avuto nemmeno un Vic o un Commodore 64), ma perche' fare "tabula rasa" di un sistema che ha dato enormi soddisfazioni ai propri possessori oltre che un giusto (forse) guadagno al suo produttore? piu' di 500.000 pezzi dello ZX81 venduti alla fine del 1985 la dicono lunga sulle capacita' di marketing e sul livello di soddisfazione della clientela, qualsiasi affermazione dicano i contrari! Forse semplicemente MC non se la sente piu' di supportare le "macchinette" lasciando ad altri (che gia' ci sono) il compito di portare avanti un discorso destinato ad estinguersi per cause naturali. Nuovi sistemi sono gia' operativi: il progetto AT della IBM, tanto per fare un esempio, ma anche l'imminente Amiga del quale si dicono faville.

Da qualche numero MC ospita una campagna contro il monopolio Telecom ed a favore della diffusione della telematica in Italia. L'editoriale e' solo uno dei tanti che seguiranno, vero tormentone spinto all'eccesso, anche se a fin di bene. MC comunque prepara il terreno ospitando articoli del tipo "Impariamo a comunicare".

Ci sono i primi cloni dell'AT e particolarmente in Italia poco meno di dieci ditte, importatori o assemblatori, offrono il loro bravo 80286. Fra questi pseudo-produttori la Asem di Buia in provincia di Udine. Una societa' nata dalle ceneri del terremoto del Friuli e grazie agli interventi statali diventata una realta' ingegneristica e commerciale presente sul territorio italiano. Contrariamente ad altri prodotti i PC Asem sono veramente "di qualita'" e presentano soluzioni costruttive (ad esempio i cabinet non standard) interessanti e professionali. Personalmente possiedo un Thor 8050, un 286 con un disco da 10 Gb, 1 Mega di RAM e grafica CGA che rappresenta l'unico prodotto della classe 286 che conservo nel mio personale museo dell'informatica.

Gli articoli sul software cominciano ad avere uno spazio quasi pari alle prove hardware, segno che la rivista evolve e con essa pure i lettori. Vi si parla di algoritmi (le terne pitagoriche), di linguaggi (ADA), di sistemi operativi (Time Sharing) e perfino di Intelligenza Artificiale applicata al riconoscimento ottico dei caratteri.
Come di consueto ricche le rubriche sul software "da digitare" per le piattaforme piu' diffuse fra le quali compare anche l'MBasic della Microsoft, un interprete compatibile CP/M disponibile anche in DOS e che evolvera' poi verso il QuickBasic.

E' interessante notare come la stabilita' dei prodotti (fra una release e l'altra passano anni) consenta di portare il discorso sull'esame delle piu' intime funzionalita' dei programmi. Per l'MBasic ad esempio si esamina l'assemblato dell'interprete per capire come sia implementato l'algoritmo di riconoscimento e gestione delle quattro operazioni aritmetiche. Un esercizio che attualmente sarebbe una pura follia!

 

Ad Excelsior - Ottobre 2002

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