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Jurassic News: McMicrocomputer

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Rassegan fotografica

La copertina
La copertina

HP Integral
HP Integral

La famiglia "Osborn"
La famiglia "Osborn"

Atari ST
Atari ST

Il sistema Philips MSX
Il sistema Philips MSX

Amstrad 464
Amstrad 464

MC Microcomputer

Numero 40 - Aprile 1985 - Lire 4.000

 

Le pagine sono diventate 200 e il prezzo e' salito a 4.000 lire; la pubblicita' e' aumentata in assoluto ma all'impressione anche in maniera relativa, cioe' la percentuale di pagine occupate dalla pubblicita' rispetto al totale di pagine della rivista (poco meno di 200) e' maggiore rispetto all'anno precedente. Tutto sommato questo fatto non disturba piu' di tanto, datosi che la pubblicita' e' spesso informativa ed e' spesso l'unica fonte per ricavare caratteristiche tecniche e prestazioni dei prodotti. In copertina si promette, fra le altre cose, la recensione del Philips MSX e del Commodore Plus/4.

La campagna abbonamenti promette un "regalo" di ben due (dicasi due) floppy da 5,25" pagando un supplemento di "sole" 3.500 Lire. Ma che regalo e'? D'accordo il costo di un floppy comprato in un negozio e' fra le 5.000 e le 7.000 lire, ma e' evidente che al negoziante costa la meta' (no comment).

Leggiamo dalle "News" l'uscita di una stupenda macchina della HP, l'Integral con mp 68000 e un SO tipo Unix. Deve il suo nome al fatto che c'e' tutto nello stesso contenitore: video (al plasma), floppy e stampante; la tastiera funge da coperchio. La Apple ha rilasciato una rete per piccoli uffici che ha chiamato "AppleTalk"; avra' una fortuna grandissima dato che si tratta forse della prima rete veramente facile da installare ed utilizzare. Osborn non demorde, dopo aver appreso della quasi bancarotta ora ci vengono presentati i tre modelli della produzione del vulcanico Osborn (pero' la ditta non e' piu' sua). La Commodore presenta il PC 10, compatibile IBM e un altro prodotto definito "portatile" con tanto di schermo a cristalli liquidi (ma saranno si e no una decina di righe), basato sul 6502 e quindi sicuramente "IBM incompatibile". Ma non e' finita, c'e' anche il C128, sempre della Commodore, due processori: uno Z80 con CP/M e tutto il resto e un 6502 per il mondo "Commodore 64/ Vic 20". L'Atari si presenta con la nuova serie XT: macchine a 32 bit niente meno e porta Midi, caratteristica quest'ultima che lo fara' adottare dai musicisti home-made di mezza Italia, tanto e' vero che per un certo periodo di tempo e' pure uscita una rivista con le basi Midi registrate su un floppy in formato Atari XT. Philips ha deciso nome e dotazione del suo prodotto MSX: si chiama VG.80xx dove la sigla xx assume il valore 00, 10 o 20 in relazione alla dotazione crescente dei vari modelli. Si ha quasi l'impressione che il computer sia venduto solo per supportare il mercato dei monitor, che sono prodotti di punta della multinazionale.

La sequenza degli articoli si apre con una rassegna dei principali servizi on-line disponibili in USA. Messaggistica, home banking, etc... sembrano abbastanza evoluti, chiaramente tutto con interfaccia a carattere, mentre da noi praticamente se ne sente parlare ora per la prima volta. La rete Itapac, la versione italica della rete pubblica a commutazione di pacchetto, esiste ma si tratta di un progetto nato arretrato e mai decollato viste le limitazioni tecniche e soprattutto politiche che ne hanno accompagnato la ben poco brillante carriera.

La rubrica "Giochi", curata da Corrado Giustozzi, presenta una disgressione su "Life", il gioco della vita simulata del quale avrete senz'altro sentito parlare. Curioso che l'articolo sia accompagnato da schemi non ottenuti dal display di una qualche macchina ma da carta a quadretti e matita nera. Non mancano le solite recensioni di giochi per le piattaforme home piu' diffuse. Si nota che i titoli vengono migrati da una piattaforma all'altra con un certo tempismo, segnale evidente che le software-house si sono dotate di tools di trasporto.

La prova della tastiera "Siel CMK 49" per Commodore 64, occupa quattro pagine fitte-fitte. Si tratta di una tastiera da 49 tasti di formato standard da collegare al C64 con a corredo un programma sintetizzatore.
La prova della tastiera "Siel CMK 49" per Commodore 64, occupa quattro pagine fitte-fitte. Si tratta di una tastiera da 49 tasti di formato standard da collegare al C64 con a corredo un programma sintetizzatore.

Con l'articolo sul prodotto "CompSoft Delta", MC si avventura nella disgressione dei prodotto software professionali per eccellenza. Il data base viene esaminato in tutte le sue forme e se ne conclude che il prezzo vale la candela (costa 1.200.000, piu' di qualche personal che c'e' in giro). Nel mondo dell'home esiste gia' dBII della Aston-Tate, trasportato su qualsiasi pc dotato di CP/M, ma mentre dBII e' uno strumento grezzo questo Delta, funzionante sotto DOS, sembra gia' piu' evoluto permettendo la gestione dei database attraverso una interfaccia a menu'.

La prova del Philips VG.8010, uno dei tre modelli disponibili, realizzata da Leo Sorge, esamina in dettaglio questa onesta macchina MSX che rispetta quasi in maniera pignola lo standard del consorzio. Sulle pagine della rivista ci sono altri sistemi dello stesso tipo pubblicizzati: l'Hit-Bit della Sony e lo Spectravideo. Quest'ultimo era veramente bello da vedersi e da utilizzarsi..

Un giorno ti incontro una persona e cosi' parlando dell'informatica, visto che aveva adocchiato la rivista che stavo leggendo, mi rivela essere uno "sfortunato", dice lui, possessore di uno Spectravideo SVI, quello piu' dotato (80K di Ram e con una vera tastiera meccanica) purtroppo guasto. Mi offro di dargli una occhiata e andiamo a casa sua. In effetti la macchina non si accende nemmeno e cosi' lo apro per scoprire con l'aiuto di un semplice tester che si trattava del ponte radrizzatore in corto. Una volta non c'erano gli alimentatori switching: si abbassava la tensione con un trasformatore e si raddrizzava con un ponte di diodi. Mi offro di ripararglielo e cosi' me lo affida. Dopo aver sostituito il ponte funziona a meraviglia e cosi' per qualche giorno ci ho giocato con il suo basic dalle istruzioni grafiche molto divertenti. Riportato dal suo legittimo proprietario ho dovuto litigarci per farmi rimborsare il costo del pezzo cambiato (poche migliaia di lire) perche', dice lui -"Non lo uso mai e non volevo spenderci dei soldi". Pero' me lo venderebbe ad un prezzo uguale a quello che lo ha pagato! Inutile dire che glielo l'ho lasciato e non ho piu' incontrato il tizio.

Lo stesso autore della prova del Philips firma anche la prova del software del Commodore Plus e qui pesca un granchio pazzesco affermando che si tratta di una macchina adatta ad un professionista. Come se un qualunque professionista che non sia il tabaccaio all'angolo, potesse sperare di fare un qualsiasi lavoro produttivo su un giocattolo solo perche' dotato della parvenza di un word processor e di uno spreadsheet dalle caratteristiche ridicole gia' per l'epoca!. Per la cronaca il word processor permette di creare testi di massimo 99 righe da 77 caratteri mentre il foglio di calcolo si estende (si fa per dire) a 17 righe di 50 colonne cadauna. Stendiamo un pietoso velo sul programma di grafica che consente di avere dei semplici istogrammi in semigrafica da incollare nel testo!


Qui merita fare una riflessione. E' una delle prime volte in cui si rivela la faziosita' che caratterizzera' in maniera crescente la redazione di questa rivista. E' stata evidente in piu' riprese la partigianeria per l'una o l'altra casa, con una politica attenzione a non irritare nessun potenziale inserzionista. Se si aggiunge poi qualche infelice scelta redattoriale, e mi riferisco in modo particolare all'introduzione di rubriche che nulla hanno a che fare con l'informatica, si capisce come sia iniziato il rotolamento dalla china di quella che e' stata considerata la rivista per eccellenza nell'informatica personale in Italia.

Scontenti della tastiera del vostro Apple IIe? Poco male, con pochi spiccioli (250.000 lire!) vi potete comprare una "vera" tastiera tipo "IBM" da attaccare alla mela e digitarci molto piu' comodamente. Per la verita' la tastiera dell'AppleIIe e' viziata da due difetti: primo e' troppo alta rispetto al corpo della macchina, per cui vi trovate sempre con i polsi sospesi e secondo i tasti sono "duri" nel movimento. All'epoca le prime tastiere IBM erano eccezzionali: il click meccanico creava una atmosfera "musicale" alla quale ci si affezzionava. Oggi stesso io scrivo su una "Happy Hacker" meccanica e, salvo irritare mia moglie che trova insopportabile il ticchettio dei tasti, mi ci trovo benissimo.

Una pubblicita' a tutta pagina presenta la famiglia dei personal Olivetti. Ci sono tutti: M20, M21 e M24 e poi il piccolo M10 (che e' ancora ricercato fra gli appassionati di retrocomputing). In mezzo a tutti funge da testimonial un cagnolino (vedi foto nella pagina). Il tutto si presta ad una facile ironia: "Che sia quel cane di dirigente che ha messo del suo per mandare a fondo una cosi' bella azienda in pochi anni?".

Nella famiglia degli home merita menzione anche il coloratissimo Amstrad CPC 464. Coloratissimo grazie alla tastiera multicolore e a qualche indovinata serigrafia. La Amstrad (chi se la ricorda) ha cominciato da queste macchine la sua avventura nel mercato dei cloni a basso prezzo ma dalle prestazioni ottime. Come funzionava questo 464? Il solito Z80 eccetera eccetera... .

Le pagine del software (chiaramente da digitare) iniziano con l'MSX e la suo fortissima sezione grafica. Segue l'assembler Z80, la rubrica "Vic da zero", l'assembler per Commodore 64 (mp 6502), l'Applesoft, ancora Commodore 64, ancora Vic20, lo Spectrum, il TI-99/4A della Texas, ancora il TI-99 ma questa volta il basic esteso (il TI di basic ne aveva due, piu' o meno come l'Apple IIe che ne aveva uno in ROM con la sola aritmetica intera e uno sulla ROM espansa, il famosissimo Basic AppleSoft). Trova il suo spazio anche il Casio FX-702P, una rubrica dedicata all'MBasic di madama Microsoft, praticamente il Basic di tutte le macchine CP/M in circolazione. Ancora una rubrica sul CP/M conclude questa ricca sezione della rivista.

Bisogna dire che da questo punto di vista la redazione si e' proprio fatta in quattro per accontentare tutti. Forse una piccola nota di critica si puo' rivolgere al fatto che il livello dei vari articoli e dei software sono molto diversi da una all'altra delle sezioni e questo puo' essere solo parzialmente giustificato dalla consistenza dei vari Basic presenti sulle macchine. E' come se si volesse categorizzare i sistemi esistenti classificandoli rigidamente secondo uno schema di "presunto uso". Ad esempio chi ha un Vic-20 vi fara' solo giochi, cosi' come chi possiede lo Spectrum, mentre chi si e' comprato un Commodore 64 e' degno di farci girare qualche programma semi-gestionale. Sara' veramente stato cosi'?

Ad Excelsior - Marzo 2002

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