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Rassegna
fotografica

La copertina

I giochi per Spectrum non prevedono tasti standard? Ecco
la soluzione.

Canon X-07 e memory card da ben 4Kbyte

Casio FP-1100
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MC
microcomputer
Numero.
30 - Maggio 1984 - Lire 3.500
Con
l'anno 1985 finalmente si puo' affermare che l'informatica
personale è definitivamente decollata. Lo testimonia
questo numero di MC che è straordinariamente ricco
di sistemi piccoli e medi adatti per (quasi) tutte le tasche
e per (quasi) tutti i compiti. Tante prove "su strada",
tante pagine pubblicitarie dalle quali estrapolare la consistenza
tecnica dei vari progetti e tante pagine dedicate al software.
Vuoi vedere che pian-pianino e' proprio il software che
prende il sopravvento e che pilota il mercato?
Confesso
di aver provato una punta di nostalgia per un'epoca che,
tolte le difficoltà economiche delle quali "godevo",
era ben diversa dalla piatta omogeneità delle attuali
soluzioni. E per fortuna che oggi il comparto portatili,
palmari e integrati con schermo LCD danno la mera illusione
che il mondo sia variopinto! Tutto falso, come sappiamo,
tutto vive sulla compatibilità a tutti i costi con
i386 e Windows. Forse si salvano a fatica solo i palmari
che comunque la comunicazione con il pc la devono sempre
tirare fuori in qualche modo, altrimenti rimangono dei bei
orfanelli. Per la verita' non si possono non citare i mondi
MAC e Linux, ma quante pubblicita' vedete su questi ambienti/piattaforme?
Le riviste di informatica ne parlano con una certa fatica
e, forse, con un certo imbarazzo.
Il
mondo nel 1985 gira sul CP/M, ma i tratta di una standardizzazione
sicuramente molto meno invasiva dell'attuale. Basti pensare
che comunque lo scambio di floppy fra un sistema e l'altro,
pur fra macchine che adottano la stessa versione del CP/M
era tutt'altro che realizzata e su ciò potevano vivacchiare
le ditte che offrivano il software di conversione.
La fase pionieristica stà terminando: qualcuno ha
ancora la calcolatrice programmabile e null'altro, ma il
mercato è pieno di sistemucoli che è praticamente
impossibile non dotarsene prima o poi. I computer cominciano
ad essere anche belli da vedere: che dire del Canon X-07
venduto con una fantastica "memory card" da 4K?
(foto a lato)
Le soluzioni artigianali ci sono ancora. Guardate ad esempio
cosa si ha il coraggio di vendere: una scheda "programmabile"
per attaccare due joystick allo Spectrum. La programmazione,
lungi da essere virtuale, fa uso di un matrice di boccole
nelle quali infilare i cavi per bypassare la tastiere ed
i relativi tasti che ogni gioco decide per il proprio movimento.
L'Apple
ha fatto uscire il suo Apple //c e lo sbandiera ai quattro
venti. In fondo è veramente il primo computer trasportabile
con una certa "classe" (l'Osborn e' una signora
macchina ma e' tutt'altro che trasportabile). Bisogna tirarsi
dietro anche il monitor, certo, a meno di non svenarsi con
l'acquisto dell'avveniristico schermo LCD (che costa da
solo più dello stesso computer).
Il
//c è stato comunque un ottimo progetto: floppy integrato
e mouse per cominciare a muovere i primi passi attraverso
le incerte finestre "alla curses", come direbbe
qualche Unix-man di vecchia data.
Il
Casio FP-1100 (vedi foto a lato) si presenta come un progetto
che dal punto di vista dell'estetica e forse anche dell'ergonomia
poco ha da invidiare agli attuali designer. Non è
dato di sapere quale sia la CPU adottata ma la presenza
di un sistema operativo CP/M modificato fa indovinare che
si tratti di un qualche Z80 (oltre alla Zilog lo Z80 era
prodotto da parecchie case e qualcuno si era spinto anche
verso la produzione di CPU "compatibili"). La
prova condotta da Corrado Giustozzi è quanto mai
esaustiva per quanto riguarda il software e rivela una macchina
dalle caratteristiche molto interessanti (grafica colore,
floppy da 640 Kb) ad un prezzo equo (circa 3,5 milioni di
lire con monito B/N).
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Altro
gioiello questo MZ-700 con vera tastiera, stampante
e registratore a cassette incorporato. La fila di
tasti blu in alto sulla tastiera e' programmabile,
nel senso che si puo- associare ad ogni tasto un programma
da lanciare.
La didascalia della pubblicita' cita letteralmente:
"La serie MZ 700 impiega una CUP ad
alta velocità ed una ampia memoria a 64 KB".
Si noti l'errore CUP al posto di CPU, segno che i
pubblicitari non sono ancora sufficientemente pronti
per questo tipo di prodotti.
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| L'HP
e' sempre stata la Roll-Roys dei computer e lo dimostra
con questo progetto HP-150 con lo schermo tuch-screen.
Veramente si tentavano tutte le possibili strade per
differenziarsi, rendersi unici, farsi seguire insomma!
Il problema era che, oltre alla mancanza di uno standard,
la tecnologia era molto piu' statica di adesso e non
offriva quel continuo incalzare di novita' a cui siamo
abituati. Per passare dalla frequenza di 1 MHz a 4 MHz
lo Z80 ha impiegato anni. |
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Una
discreta porzione della rivista, che ora ha molte piu'
pagine e costa 500 lire di piu', e' dedicata ai giochi.
Tutti i sistemi con vocazione ludica trovano il loro
posticino. Lo screen a fianco mostra "Missile Command"
(o un suo qualche clone) su un Atari ST. |
| La
Philips fa uscire questo P-200 con vocazioni serie.
Il solito Z80 (anzi 2, visto che uno si occupa della
grafica) e il solito CP/M. Una bella macchina. Sulla
rivista c'e' un'ampia prova con apertura dello chassi
incredibilmente schermato (deve aver pesato mezzo quintale). |
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Una
simpatica pubblicita' per un clone dell'Apple IIe costruito
in Italia: -"Scambiando mele con limoni il risultato
non cambia". Come si vede il sistema assomiglia
molto all'originale di casa Apple come design globale,
forse la tastiera con tanto di tastierino numerico da'
quel tocco in piu' che te lo fa scegliere. La compatibilita'
e' totale, non solo del software ma addirittura dell'hardware:
compri una scheda originale Apple e funziona sul Lemon,
compri una del Lemon (che costa meno) e va senza problemi
sul IIe. |
Io
credo che l'idea della clonazione e della compatibilita' sia
nata (o quanto meno si sia sviluppata) attorno ai sistemi
Apple IIe. Il perche' e' presto detto: un sistema di ampia
diffusione, completo, assistito e di ottima qualita' globale.
Il mio del 1985 funziona a meraviglia ancora oggi e non mi
ha mai dato problemi di sorta.
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Oric-1
(leggi Oric one) si lancia nel difficile ma speranzoso
mondo dell'home.
Non e' facile sfondare, ci sono gia' in giro gli spectrum,
i Vic-20, gli Atari e qualche macchina MSX. |
| Stesso
discorso per l'Aquarius; progetto italiano per una macchina
che costa pochissimo (di base) con ottimo Basic. I giochi,
in tutti i sensi, sono pero' gia' fatti; difficile convincere
gli sviluppatori che ne vale la pena e senza programmi
preconfezionati rimane pochino. |
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Fantastici
questi mini-sistemi a cavallo fra le calcolatrici programmabili
e il personal. Se ci pensate e' una delle idee che e'
rimasta da allora. Gia' all'epoca si era capito che
il sistema doveva essere leggero, potente e all'occorrenza
integrabile nell'ufficio. Lo Sharp PC-1500 appartiene
a questa classe. La foto a lato lo mostra con la sua
docking station che permette di stampare e registrare
programmi e dati su musicassette. Il vero problema di
questi "palmari" e' sempre stata la scarsa
dotazione di memoria e in un certo senso e' la stessa
preoccupazione, anche se su un diverso piano, dei vari
Palm attuali. |
Dopo
una così ampia carellata di hardware non resta che
rilassarsi con il buon vechio software al quale sono dedicate
una trentina di pagine della rivista. Si va' dal VIC-20 allo
Spectrum, passando per l'AppleII e addirittura il CP/M stesso
del quale viene spiegato il meccanismo di IO a basso livello.
Una cosa quanto mai interessante del CP/M è stata la
sua apertura, anche se forse senza il consenso della Digital
Research, era noto tutto del sistema e tutto molto ben documentato.
Il risultato era che con un po' di quella buona volontà
che mai deve mancare all'appassionato, era possibile personalizzare
qualsiasi aspetto, dalla temporizzazione sulla lettura delle
tracce del disco alla installazione di quelli che oggi vengono
chiamati Hook di tastiera.
Del sistema CP/M esisteva una versione multiutenza chiamata
MP/M in grado di gestire in time sharing un certo numero di
utenti collegati sulla stessa unità centrale.
Siamo nel 1984 e il progetto del PC IBM ha ormai tre anni
suonati. Il risultato e' che incominciano ad affacciarsi i
cloni e compatibili di varia specie, prima fra tutti la Olivetti
che presenta assieme al suo M20 anche il nuovo M24, una DOS-Machine
che avrà una incredibile fortuna.
Ad Excelsior; marzo 2002.
sonicher@webriviste.com
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