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Jurassic News: McMicrocomputer

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Rassegna fotografica

La copertina
La copertina

L'Osborn 1 - il primo computer "trasportabile"
L'Osborn 1 - il primo computer "trasportabile"

Hardware fai da te: la tavoletta grafica per l'Apple II
Hardware fai da te: la tavoletta grafica per l'Apple II

Scheda a microporcessore AIM65/40
Scheda a microporcessore AIM65/40

Lo Sharp; una macchina che ho sognato parecchio.
Lo Sharp; una macchina che ho sognato parecchio.

Entra in campo la Texas Instruments, quella delle calcolatrice TI-xx, creando una strana "catena di S. Antonio" di scatolette che assieme formano un vero PC.
Entra in campo la Texas Instruments, quella delle calcolatrice TI-xx, creando una strana "catena di S. Antonio" di scatolette che assieme formano un vero PC.

La grafica del TI-99. Questo e' il modulo Soccer. Quasi uguale a Fifa2000, non vi pare?
La grafica del TI-99. Questo e' il modulo Soccer. Quasi uguale a Fifa2000, non vi pare?

Sinclair mostra orgoglioso il frutto de; suo ultimo parto (è anche un po' sudaticcio per lo sforzo): lo Spectrum.
Sinclair mostra orgoglioso il frutto de; suo ultimo parto (è anche un po' sudaticcio per lo sforzo): lo Spectrum.


MC microcomputer

N. 10 - Giugno/Luglio 1982 - Lire 3.000

E' passato un anno dall'uscita del primo numero di MC Microcomputer. Cosa e' successo nel frattempo? Scopriamolo rileggendo il numero 10.

La copertina e l'impaginazione della rivista sono rimaste uguali; in copertina sempre tre prodotti in evidenza, all'interno la stessa grafica arancione, piu' o meno le stesse pagine e le stesse rubriche. In effetti c'e' molto meno cambiamento rispetto a quanto succede ai giorni nostri (siamo nel 2002) dove la merce acquistata l'anno scorso sembra vetusta.
La tecnologia cammina negli anni '80, lenta ma sicura, ma certo non corre come quella dei nostri anni 2000. C'e' da dire che fare dei progressi venti anni fa costava molto di più di adesso e questo vale sia per l'hardware che per il software. Per quanto riguarda l'hardware ad esempio la Taylandia non e' ancora il paese del Bengodi e il Giappone produce si' a prezzi competitivi, ma non svende di certo. Per il software il discorso è analogo: gli sviluppatori sono concentrati sul dilemma di far funzionare poche cose in spazi (di memoria e di disco) ristretti, il tutto utilizzando linguaggi a basso livello, per esempio assembly, che certo non permettono uno sviluppo RAD delle applicazioni.
Il mercato è molto ristretto: tanto per avere un'idea precisa a pagina 79 si legge una statistica sull'andamento del mercato dei calcolatori in Europa. Le vendite nel 1978 si sono attestate al valore di 442.157 unita' vendute e si prevede che nel 1983 raggiungeranno 2.184.531. Che precisione! Addirittura hanno previsto fino all'unita'! Di questi numeri fanno parte anche i calcolatori "grossi" e i "mini", quindi la fetta personal è ancora piu' ristretta.
Ovvio che in simili scenari il costo dei calcolatori personali faccia paura. Qualche esempio: nelle news scopriamo che la Iret Informatica vende per l'Italia una unità doppio floppy per Apple II al modico prezzo di 2.890.000 di lire (compresa l'interfaccia si affrettano a precisare). Incredibile? Un'altro esempio: l'espansione 16 Kbyte RAM per il texas TI-99 costa 670.000 lire, il floppy 890.000 lire e il controller per il floppy 460.000 lire. A tutto questo bisogna aggiungerci l'IVA che se non ricordo male era del 18%.
Prezzi questi gonfiati a dismisura dagli importatori italiani, tanto che nella rubrica della posta si legge una dettagliata lettera di un lettore di ritorno da Londra che svela i prezzi anglosassoni che sono meno della metà di quelli nostrani. I distributori hanno però dalla loro parte la situazione del mercato ed i servizi che offrono: vendere un PC, dicono loro, significa dare anche l'assistenza.

Grande curiosità suscita la foto del computer Osborn 1 che viene definito "il primo computer portatile". In realtà e' una valigiona che ha l'aria di essere anche discretamente pesante ma la dotazione è notevole: CPU Z80 e CP/M; monitor integrato e tastiera che funge anche da coperchio quando lo si deve muovere. Altrettanto stupefacente la nuova creatura di Clive Sinclair che dopo il successo clamoroso dello ZX81 replica con una macchina ancora più sorprendente: lo Spectrum con colori e suoni integrati. Sappiamo che avrà un successo senza precedenti.

Bo Arklit (nome quasi impronunciabile) è la mente tecnica della Tecnimedia; sue sono le realizzazioni hardware e software che la rivista offre in kit. Questa volta tocca alla tavoletta grafica per Apple II. L'Apple II si prestava abbastanza bene alla costruzione di interfacce in quanto era ottimamente documentato anche dal punto di vista hardware e possedeva di suo alcune facilities di sicuro interesse, come la presenza dell'interfaccia per registratore a cassette pilotabile da Basic e la possibilità di espandere il sistema con schede di varia natura (dove credete che la IBM abbia preso l'idea degli slot di espansione?). La realizzazione sembra di buon livello anche se le soluzioni adottate, basate su due potenziomentri per la rivelazione della posizione del puntatore, preannunciano probabili problemi di taratura.

La scheda a microprocessore AIM 65 della Rokwell è cresciuta. L'abbiamo lasciata un'anno fa con il display a 20 colonne e la stampantina saldata sulla piastra madre e la ritroviamo oggi con un bellissimo display a 40 colonne con nixie blu (cioè con i segmenti dei display in colore blu anzicche' il solito e stancante rosso) e la stampante a 40 colonne staccabile dalla piastra. Bello, anzi bellissimo a vedersi nella sua nudità questo piccolo sistema di sviluppo, me lo sono sempre sognato!

Un'altra macchina dei miei sogni è stato lo sharp MZ-80 più che altro per il suo aspetto professionale e molto pulito. Monitor e registratore a cassette integrato. La tastiera con il tastierino numerico e qualche tasto colorato danno al sistema un aspetto che non esiterei a definire "bello"..

L'ultima creazione della Texas Instruments non è la solita calcolatrice della serie TI-quanchecosa ma un vero "home computer", siglato con scarsa fantasia TI-99.
L'articolo ce lo presenta nel dettaglio evidenziandone i pregi (CPU a 16 bit, vera tastiera, moduli di espansione facilmente estraibili dal frontale) e qualche diffettuccio (la strana catena rigida che si crea aggiungendo le periferiche che si innestano una dopo l'altra e il prezzo esagerato delle espansioni). Novità delle novità la presenza di una sintesi vocale integrata la cui qualità probabilmente oggi ci farebbe sorridere. La macchina è un "home" per eccellenza: molti giochi e programmi del tipo "lista della spesa" e "ricetta del giorno", si attacca al televisore ed e' subito pronto a partire.

Un'altro articolo interessante esamina in dettaglio la nuova tecnologia di stampa a getto di inchiostro. Stanno uscendo le prime macchine basate su questo nuovo modo di stampare e se ne parla un gran bene. Oggi nel 2002, come tutti sappiamo, è la tecnologia con il miglior rapporto prezzo/prestazioni.

Per quanto riguarda lo spazio della calcolatrici programmabili degno di nota è l'articolo sulla "programmazione sintetica" delle macchine TI. Si tratta praticamente di scovare istruzioni nascoste ingannando il puntatore dei programmi. Un vero esercizio da hacker che deve aver divertito parecchie persone in cerca di emozioni.

Ad Excelsior.

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