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Guida
ragionata alle riviste di informatica
Giovanni
Bechelloni (a cura di)
Guida ragionata alle riviste di informatica - Repertorio
critico e percorsi di lettura.
Quaderni della fondazione Adriano Olivetti - Roma
1987 - fuori commercio
Il
testo (circa 250 pagine) raccoglie i contributi di
sette autori che a vario titolo si sono cimentati
in un argomento quanto mai attuale e sorprendente
(nel 1987) e cioè l'analisi della diffusione
delle riviste di informatica in Italia.
Per inquadrare in maniera corretta questo studio è
necessario sapere che i primi anni ottanta sono stati
una sorta di Eldorado per quanto riguarda l'informatica
personale. Sono racchiusi nell'arco di appena cinque
anni (dal 1981 al 1985) moltissime pietre miliari
di questa storia, prime fra tutte la comparsa sul
mercato dei personal e home computer compresi i vari
Commodore 64, Spectrum e Apple, senza contare gli
MSX e tutte le altre più o meno riuscite realizzazioni.
Qualcuno ha scritto (ma non ricordo ne chi ne dove)
che se tutti i possessori di un home si fossero trasformati
in programmatori ora avremo un esercito di informatici
preparati, mentre (siamo nel 2002) è noto che
le figure professionali mancano.
L'impatto del fenomeno "personal" sulla
società non poteva non farsi sentire e non
poteva non suscitare i consueti dibattiti: sarà
la fine dell'insegnamento della matematica? Riusciremo
ancora a far studiare le tabelline agli studenti assecondati
dai vari tecno-papà a passare ore sulla tastiera
piuttosto che sul sillabario? Anatemi a parte e a
parte i soliti bacchettoni (era meglio l'oratorio
della sala giochi) l'informatica è qui, è
nelle case, sulle scrivanie degli uffici e in camera
da letto dei ragazzi. E le riviste prosperano sul
fertile terreno dell'ignoranza di base, della bassa
scolarizzazione e della voglia di saperne di più
del proprio vicino di pianerottolo.
Il volume è diviso in due parti; nella prima,
il repertorio, vengono analizzate 45 testate periodiche
presenti nel 1985 in edicola (tutte italiane) e costituisce
un utile magazzino di informazioni quantitative. Ad
esempio i dati della diffusione di alcune testate:
MC Microcomputer dichiara una tiratura di 90.000 copie,
m&p 70.000 e Commodore Computer Club addirittura
100.000 copie! E poi dicono che gli italiani non leggono;
chiunque possieda un personal o un proto-personal
in qualche modo in grado di fare qualche calcolo programmato,
legge almeno una delle testate e forse anche più
di una.
Facciamo due conti: Commodore Computer Club ha una
media di copie vendute di 84.000 a 3.000 lire cadauna
in edicola. Fanno 252.000.000 di vecchie lirette;
dicono che l'editore ci ricavi poco meno della metà
del prezzo, considerando le spese di stampa e di distribuzione
e fanno 125 milioni al mese di ricavo, oltre un miliardo
e 300 milioni all'anno; niente male, vero? E senza
contare la pubblicità che su una rivista di
tale tiratura doveva costare un occhio.
Una scheda riassuntiva per tutte le 45 riviste chiude
la prima parte del volume. Nella scheda le informazioni
stringate sul target di riferimento e sugli argomenti
trattati. I dati percentuali sulla presenza dei vari
argomenti nelle riviste non mi sembra possano essere
molto significativi; è evidente che le riviste
cosidette "di listati" si occupino pochissimo
di prove hardware (List arriva al 100% di listati).
Ragazzi: c'era una fame incredibile di codice, se
la gente arrivava a comprare un periodico solo per
passare tutto il mese a digitare in macchina i sorgenti,
che spesso erano sfocate riproduzioni di listati fatti
con una stampante ad aghi di scarsa qualità.
Nella
seconda parte del volume i cosidetti "Percorsi
di lettura", cioè saggi sull'argomento
scritti da esperti di vario genere (probabilmente
abbondano i sociologi). Alcuni titoli stuzzicano non
poco un curioso del mio stampo: -"E' possibile
un uso didattico delle riviste di informatica?",
-"La trasgressione informatica fra ambiguità
e ricerca di legittimazione", -"Il punto
di vista di un informatico cognitivo sulle riviste
di informatica pubblicate in Italia".
Per
finire la sezione Appendici con utili tabelle e indici
(per editore e per titolo).
Conclusione.
Che dire? Si tratta dell'unico testo critico disponibile
sull'argomento (almeno a mia conoscenza). Sicuramente
ci saranno innumerevoli tesi di laurea compilate all'uopo,
ma tali testi sono praticamente impossibili da consultare
e finanche da sapere che esistono, a meno che gli
autori non siano tanto lungimiranti da metterle pubbliche
sul Web, cosa che non posso che suggerire e candeggiare:
-"Tanto che ve ne fate se la chiudete in un cassetto?
Nessun editore ve la pubblicherà mai!".
Quello che lascia più interrogativi è
qualche saggio critico, ma è difficile calare
le conclusioni degli autori nel presente. Quello che
è certo è che una situazione come quella
del quinquennio d'oro sarebbe impossibile oggi dove
non esistono tanti sistemi diversi ma praticamente
solo tre (windows, Linux e MacOS, con strapotere del
primo). Le prove hardware? Sì una qualche ragione
di esistere ancora ce l'hanno ma interessano pochi
(in genere i patiti dei giochi alla ricerca della
scheda accelleratrice all'ultima moda); il software?
Ci sono titoli specializzati in programmazione ma
più nessuno si metterebbe li a digitare fosse
altro che una misera routine da venti righe; le notizie
e le novità? C'e' Internet e si sà già
tutto con largo anticipo (io non vado più nemmeno
alle fiere: che ci vado a fare? A vedere le novità
già viste?).
Accanto a titoli ben consolidati per i quali si può
quasi parlare di "tradizione", c'è
tutta la pletora di riviste e rivistuccole "Internet
oriented". Forse è proprio questa la fascia
"a rischio di estinzione" per la quale si
può riconoscere un parallelo con il passato.
Alla luce dell'attuale stato del mercato specializzato
in Italia (ma a questo punto si potrebbe parlare di
mercato globale) viene da chiedersi quale sarà
l'evento che taglierà le gambe alle pubblicazioni
attuali: Internet e la disponibilità di informazione
on-line a basso costo? Nel frattempo molti titoli
nascono, sgomitano in edicola cercando di farsi vedere
ammiccando i cd-rom in regalo, prima uno ogni tanto,
ora addirittura tre tutti i mesi, ed infine vivacchiano
o muoiono senza nemmeno un addio.
Ad
Excelsior - luglio 2002,
sonicher@webriviste.com
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