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Byte
Volume
12 - numero 6 - Agosto 1987 - $3,50
Ricordo
di aver iniziato l'acquisto di questa rivista nell'estate
1987 dopo pochi mesi dall'esame di laurea e dall'aver
trovato lavoro come programmatore. Il prezzo italiano
era di ben 7.000 lire ma l'argomento "focus"
del mese era la programmazione logica (la mia tesi
di laurea era appunto su quest'argomento). Naturalmente
conoscevo la pubblicazione e anzi ero uno dei piu'
assidui frequentatori della biblioteca di facolta'
anche per poter leggere questa e altre riviste specializzate
che sarebbero state introvabili in edicola.
Byte
nasce attorno al 1985 e diventa la rivista di riferimento
per i piccoli sistemi. Il sottotitolo recita: "The
Small System Journal". Rispetto alle testate
italiane di allora fa veramente impressione: prima
di tutto la mole di quasi 350 pagine e poi il carico
di pubblicita' che e' veramente enorme rispetto ai
nostri standard.
Ora
nel 2002 mi sembra di capire che la testata sia stata
acquisita da un'altro editore e che le pubblicazioni
abbiano subito uno stop. Qualche anno fa si incomincio'
la traduzione italiana a cura della Tecnimedia (quella
di MC Microcomputer) ma attualmente non so' se esista
ancora questo ramo dato che il sito della Tecnimedia
e' praticamente abbandonato.
Il
1987 e' l'anno della tecnologia microchannel introdotta
da IBM sul suo modello PS/50 evidentemente alla ricerca
di una variante in grado di infastidire i clonatori
che si stanno facendo sempre piu' spavaldi. La IBM
con l'introduzione nel 1981 del PC XT aveva creato
uno standard aperto ma certo non pensava ad un simile
boom nel mercato dei cloni. Forse forti della loro
indiscussa tradizione i manager IBM hanno rischiato
grosso nel settore Personal passando periodi nerissimi.
Piu' volte si sono lette notizie sul presunto abbandono
di IBM del mercato dei personal.
Lo scopo del microchannel e' quello di ottenere migliori
performance agendo sul bus di sistema. Il vecchio
BUS AT mostra i suoi limiti (puo' andare solo a 8
MHz) mentre la tecnologia IBM promette di spingersi
oltre e di permettere una efficace gestione del flusso
dei dati da e per la memoria.
Oltre
a cio' sono anche gli anni della programmazione logica
e lo dimostrano i produttori di interpreti Prolog,
famosissimo il Turbo Prolog della Borland, linguaggio
che ha soppiantato il LISP nel cuore dei ricercatori
di AI (Artificial Intelligence). La programmazione
logica non e' stata quel grande boom che pareva intravvedersi
all'epoca. Evidentemente i problemi "di tutti
i giorni" affogano qualsiasi velleita' di introdurre
intelligenza in programmi progettati per ripetere
in maniera stupida le operazioni dell'ufficio.
Sono
anche gli anni dei primi 386, anche se il 286 e' saldo
in sella (e' stato introdotto solo nel 1985) ma tutti
dicono che non resistera' per molto tempo. Intanto
i produttori offrono i turbo 286 con clock fino a
16 MHz, velocita' spropositata che mette a disagio
anche il software, ecco il perche' del tasto "turbo"
che resisteva fino a qualche anno fa sui cabinet e
ora definitivamente sparito: -"Se un programma
funziona male togli il turbo e torna agli 8 MHz di
clock!".
Ma
non solo IBM, anche se i PC comunemente detti la fanno
da padrone, esistono ancora fette di mercato per gli
Apple, l'Atari, l'Amiga, ecc... e cosi' i confronti
prestazionali si sprecano. E' comunque evidente che
il progresso delle macchine basate su architettura
Intel e' inarrestabile e gia' si vedono i primi cedimenti
dei progetti alternativi rei di non procedere abbastanza
speditamente per la stessa strada delle performance
e soprattutto della riduzione dei prezzi.
Un'altro
aspetto sconosciuto da noi erano le possibilita' di
telecomunicare attraverso il PC. Ha un bel battersi
il direttore di MC Microcomputer (chi non ricorda
i suoi editoriali sempre uguali, sempre contro la
Telecom?), ma la realta' italiana non lascia scampo:
chi mai puo' permettersi il modem in casa per uso
personale? Grazie alle politiche commerciali del gestore
unico e alle scelte politiche di chi ci amministrava
siamo rimasti al palo per dieci anni prima di poter
parlare di telecomunicazioni popolari!
C'e' una significativa pagina pubblicitaria su questo
numero di Byte: un programma di comunicazione che
assicura di avere 30.000 clienti soddisfatti! Credo
che all'epoca i clienti possibili in Italia ammontassero
a due ordini di grandezza inferiori (300).
Un'altro
aspetto interessante e' la presenza molto discreta
della Microsoft, tutt'altra azienda rispetto a quella
attuale. E' evidente nel confronto dei prodotti, pratica
pubblicitaria che negli Stati Uniti consentita da
sempre, dove la casa di Bill arranca un pochino rispetto
alle concorrenti. Il Turbo Basic surclassa QuickBasic
e Lotus 123 fa impallidire il primo Office.
Simpatica
la pubblicita' della ditta "ALPS America"
che produce stampanti ad aghi: -"E' ora di vedere
le Alpi" assicura la didascalia e offre una vacanza
sulle Alpi vere (con tanto di foto di una montagna
che mi sembra il Bernina) a concorso fra gli acquirenti.
Visitando
la galleria pubblicitaria si ha una strana sensazione:
alcuni prodotti esistono tutt'ora, mentre altri sono
spariti del tutto. E' come sfogliare un album di fotografie
e constatare quanti amici e conoscenti ci hanno lasciato.
Prendete ad esempio WordStar, il mitico word processor
della MicroPro: credo non esista piu' sul mercato
o l'Atzel C, senza rivali all'epoca per potenza ed
ottimizzazione del codice; e che dire di PS/2? Tutti
affondati dalla stessa corazzata: la Microsoft.
Ad
Excelsior - Aprile 2002
sonicher@interpuntonet.it
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