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Rassegna fotografica

Copertina

Una pagina del listato del BIOS per il CP/M commentato
a mano dal sottoscritto (bei tempi….)

Magic Desk per Commodore
64. Una specie di Desktop manager o
Office (un po’ alla buona…)

Il sistema professionale Rank-Xerox

La mainboard del Rank-Xerox
con tutti i componenti principali
esplicitati. Questo tipo di foto erano
una vera chicca per gli appassionati dell’epoca
che non avevano certo molte occasione di guardarci
per davvero dentro i sistemi.
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Bit
Numero
50 - Maggio 1984 – Lire 5.000
Dopo
l'introduzione del PC da parte di
IBM, avvenuta nel 1981, il mercato è stato
caratterizzato per alcuni anni da una incertezza diffusa.
La tendenza era quella di considerare le macchine
IBM compatibili come oggetti professionali relegando
gli altri al ruolo di home computer con la sola eccezione
di pochi sistemi che potevano vantare una certa massa
critica e soprattutto una azienda alle spalle (Apple,
Olivetti, Digital...). D'altronde
il prezzo dei sistemi IBM era oltre i sette milioni
di lire, giustificandone l'acquisto solo come macchina
per lavoro, non certo per la gestione del bilancio
familiare o la conservazione del ricettario della
nonna.
In campo c'erano però altre forze: i sistemi CP/M
e l'Apple con il loro sterminato
elenco di software non potevano essere certo ignorati.
Le aziende che non avevano una precisa strategia o
la forza commerciale preferivano aspettare gli eventi ed offrire nel frattempo
o soluzioni ibride, cioè macchine con più di una CPU
a bordo, o un parco di modelli diversificati.
La stessa architettura dei sistemi sembrava incominciare
a denunciare qualche limite; mancavano standard fondamentali
come la gestione della grafica, non parliamo poi dei
sottosistemi di I/O per le
periferiche: una vera babele. Forse l'unico standard
consolidato era quello relativo alla interfaccia parallela, cristallina nella sua
semplicità, e un po' meno la seriale RS232, standard
industriale fin che si vuole ma con ampi margini per
quanto riguarda temporizzazioni
e segnali di controllo.
Alcune aziende semplicemente si adeguano, come la
Olivetti che rilascia il suo capolavoro di sempre: l'M24,
presentato in anteprima su questo numero di Bit assieme
alla versione trasportabile M21, senza dimenticare
però la vecchia clientela e il predecessore M20. Basta
acquistare una scheda con a
bordo una CPU Z8000, da inserire nell'M24 per trasformarlo
in un M20 completo di P-COS (il sistema operativo
proprietario che equipaggiava quella che veniva identificata
dalla casa di Ivrea come la "Linea 1" L1).
Molto curiosamente mentre scrivo questa recensione (è il 25 febbraio 2003), la radio annuncia la sentenza definitiva
della vicenda processuale relativa a presunte tangenti
sborsate dalla Olivetti per assicurarsi la mega-fornitura di terminali
alle Poste e Telegrafi. La vicenda processuale ha
coinvolto sia l’on. Giulio Andreotti (all’epoca
ministro delle Poste) sia l’ing. De
Benedetti, presidente della Olivetti.
Il primo assolto per non aver commesso il fatto mentre il secondo
assolto per prescrizione del reato. Una ventina
d’anni di iter processuale la dice lunga sullo stato organizzativo
della giustizia italiana.
Altre ditte tentarono la strada dei prodotti multiprocessore:
un 6502 per la compatibilità Apple
e uno Z80 per il mondo CP/M, oppure un 8086 e uno
Z80 o ancora un 8086 e un 6502. Ad esempio a pagina
58 si può leggere la prova del Rank-Xerox
16/8 dove la sigla numerica 16/8 sta a
significare la doppia natura della macchina:
il solito Z80 e CP/M per l'architettura a 8 bit e
un 8086 con il DOS Microsoft per il parallelismo doppio
(hai visto mai che 'sto accrocchio
non abbia fortuna?).
Intanto anche Apple non
sta a guardare e dopo il flop dell'Apple III su questo
numero della rivista presenta il suo //c, altro gioiello,
pari quasi al IIe in quanto a fortuna e intanto c'e' pure il MAC che Steve Jobs sta portando in giro
per il mondo in un tour promozionale. A leggere il
resoconto della conferenza stampa (pag. 57) sembra
che pochi credano veramente nel paradigma delle icone
sulla scrivania virtuale.
Bit ha da qualche numero relegato (o promosso) i listati
in un apposito fascicoletto, mentre lo stesso editore pubblica
una rivista apposita: "Personal Software".
Naturale quindi che la sezione listati
sia molto teorica e dedicata quasi esclusivamente
al Basic Applesoft e al
CP/M.
La
serie dedicata alla configurazione del CP/M è stato
uno degli articoli che ho amato di più in assoluto
in tutta la mia carriera informatica. L'autore, certo
Paolo Prandini, ha scritto
e commentato un BIOS per il CP/M del sistema Cromenco
System Three. Come dire che potete anche cercare
di adottarlo per la vostra macchina (che deve avere
uno Z80 o il più vetusto Intel
8080 a bordo). Io, che all’epoca in queste cose
ci sguazzavo, ho imparato tantissimo dal codice assembler
Z80 magistralmente commentato.
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