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Jurassic News: Bit n° 25

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La copertina
La copertina

Se non potete comprare mele... comprate limoni!
Se non potete comprare mele... comprate limoni!

Esempio di business grafica allo stato dell'arte
Esempio di business grafica allo stato dell'arte

Lo ZX 81 in tre chip
Lo ZX 81 in tre chip

Copiare, che passione! Il bello è però che con LockSmith si può copiare lo stesso LockSmith! Copiare, che passione! Il bello è però che con LockSmith si può copiare lo stesso LockSmith!

Bit

Numero 25 - febbraio 1982 Lire 3.000

Questo numero della rivista è dedicato alla grafica. Nonostante la palese rozzezza delle possibilità in questo senso delle macchine personali, pur tuttavia la gente comincia a crederci: con il proprio personal si può cominciare a tracciare sul video linee e punti, figure geometriche rigorosamente monocromatiche, che possono sconfinare addirittura in una illusione tridimensionale. Uno degli esercizi di programmazione più interessanti era la visualizzazione di funzioni in due variabili tipo sen(x)cos2(y) che generavano sul video una superfice ondulata che aveva qualcosa di magico.

Se c'è un terreno di confronto fra i vari computer disponibili, questo è costituito dalla grafica che ogni modello si ingegna ad offrire. Più è bella la grafica ottenibile dal proprio personal e più si ha l'impressione che il sistema sia potente. In un certo qual senso è vero; del resto anche nei PC attuali (siamo nel 2003), la grafica è un punto di forza per i benchmark. D'accordo, ora il lavoro lo fa la scheda grafica e i processori dedicati, ma la CPU comunque deve riuscire a pompare dati verso questo straordinario (e costoso) chip che equipaggia le schede 3D di ultimissima generazione. Nulla di simile avviene nei primi personal. Si pensi ad esempio allo ZX80 della Sinclair che semplicemte "spegne il video" quando deve far girare il programma e se grafica volete farne la potrete vedere solo alla fine dell'intera elaborazione.

Quando un fascicolo è dedicato ad un certo argomento, bisogna riconoscere a Bit la fedele attinenza al tema per tutto il contenuto del numero.

Troviamo sì articoli divulgativi e tecnici ("Che cos'è la Business Graphics?", il DAI e la sua grafica",...) ma anche l'hardware si adegua: "Costruiamo una tavoletta grafica" di M. Cerofolini che con due semplici potenziometri permette di dotare l'Apple II di una periferica molto diffusa e ambita. Niente "Driver", naturalmente: si gestisce tutto con il BASIC.

Un'altro sistema molto "forte" è il PET che sarebbe l'antesignano dei vari Commodore VIC20 e 64. Il PET è quella macchina dall'aspetto un po' "spaziale" per via del suo monitor sagomato a trapezio, il cabinet color panna e il monitor a fosfori verdi. Di queste macchine la Commodore ne ha costruite in diversi modelli. Si andava dal PET 2001, la cui orribile tastiera era una semplice matrice di tasti riga-colonna, e quindi molto fuori standard anche come macchina da scrivere o telescrivente, per passare al CBM 3032 e altre sigle che non ricordo in questo momento (credo che il numero 32 finale fosse la dotazione di RAM), il cui aspetto ha assunto sempre più la forma di una macchina professionale.

Bisogna dire, a ragion del vero, che la valutazione di un prodotto industriale era sostanziamente diversa dall'attuale: ora più è piccolo e più è moderno (pensate ai telefonini), una volta era l'oggetto "massiccio" a godere di maggiore platea. Ricordo la stampante Apple Image Writer II, la quale era costruita attorno ad uno scheletro ferroso che si rivelava in tutta la sua evidenza (7 chili e più) solo quando la prendevate in mano per spostarla. Chi compra qualcosa non dico che lo compri a peso ma quasi. Se è leggero vi sembra di non aver comprato nulla!

Il DAI invece è un sistema che per un certo intervallo di tempo ha goduto di una discreta popolarità. Sulla diffusione in Italia ho qualche dubbio ma credo in buona sostanza che sia stata molto ma molto scarsa. da dove mi deriva tale convinzione? Non certo da dati commerciali di vendita, ma semplicemente dalla considerazione che sulla "piazza" del retrocomputing è molto raro, segno evidente che pochi l'hanno avuto sotto le dita. Il DAI, come ci spiega l'articolo a pagina 53, è "..uno dei computer in commercio dotato della massima risoluzione". Ma in soldoni? Ecco i dati: risoluzione massima 336x256 pixel + quattro linee di testo nella parte bassa dello schermo, con 4 colori da scegliere su una palette di 16.

La tecnica della palette dei colori è un trucco per risparmiare un sacco di bit di memoria video e dare comunque l'illusione di una buona grafica. certo capite anche voi che la risoluzione è tutt'altro che entusiasmante, ma c'e' da considerare che i balsonati concorrenti (l'Apple II per esempio) "tira" al massimo 320x200 monocromatico.

Altre curiosità di questo numero? A pagina 14 leggiamo nelle news che una certa "Personal Computer System" ha inventato il "BASICO" che sarebbe un Basic in italiano. Come funziona? Semplicemente è quello che oggi chiameremo un pre-processore: si prende il sorgente dove al posto di "FOR" avrete scritto "PER", al posto di GOTO" la frase "VAI A" e così via... .Davvero eravamo così culturalmente arretrati da aver bisogno della traduzione di 30 parole chiave di un linguaggio di programmazione? Evidentemente sì!

Calma... Siamo solo nel 1982, il PC IBM è stato appena presentato negli States, L'Apple ha fatto uscire il suo Apple ///, uno dei flop più clamorosi di tutta la storia dell'informatica, le stampanti sono ancora ad aghi (bella la soluzione del colore con i nastri a bande colorate e la testina che viene pilotata anche in verticale...), il modem è un esoterico oggetto che non si capisce bene perché mai la gente dovrebbe comprarselo e per finire la scuola non ha ancora preso atto dell'esistenza dell'informatica.

Ad excelsior, ottobre 2003

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