| La
copertina

Scheda
Titolo:
Sinclair Computer
Sottotitolo: Mensile per gli utenti ZX 81 e Spectrum
Editore: System editoriale (Sigma Informatica)
Lingua: italiano
Prezzo: 2.500 Lire
ISSN: nd.
Data uscita primo numero: nd.
Pagine: 66
Rassegna
fotografica

Una stampante come la Mannesman: nome tedesco che
annunciava chissa' quali qualita' costruttive. Chi
poteva permettersela? Probabilmente costava il doppio
dello Spectrum.

Un listato che non e' mai mancato su nessuna piattaforma:
il totocalcio.

Rassegna di giochi. Incomincia la pirateria...

Vi
ricordate il famigerato "microdrive"? Qualcuno
era convinto si trattasse di un floppy. In realta'
era un nastro.

Listati, listati.... Tanti, maledetti e subito!
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Sinclair
Computer
Numero
6 - Settembre 1984 -
Lire 2.500 - Italiano
Avevo comprato da appena due mesi il mio primo computer,
un Sinclair Zx Spectrum 48k, e finalmente leggevo
qualcosa in italiano!
Questa rivista andrà avanti per un solo altro
anno, dopodiché verrà tristemente assorbita
(assieme ad altre due riviste) in un unico mensile
il cui insuccesso era garantito: è triste comprare
una rivista "di computer" che dedica, nel
migliore dei casi, uguale spazio ad almeno una decina
di modelli diversi...!
Il
vero "sinclairista" italiano non può
non rimpiangere l'epoca dei pionieri, con le quotidiane
battaglie col mangianastri, col dramma dell'incompatibilità
software e hardware anche con i modelli precedenti
e successivi della stessa casa produttrice, con lo
spremere a fondo ogni più piccola risorsa (video,
memoria, velocità, istruzioni più o
meno "undocumented", etc), con una passione
che certamente supera quella delle più accanite
tifoserie...
Anni
ottanta, l'epoca dei pionieri dell'informatica casalinga:
questi erano i computer che cominciavano a spuntare
nelle case. C'era il ridicolo Vic 20 (3583 bytes totali
liberi per l'utente, a fronte di una enorme tastiera
di mezzo metro di larghezza), il mefitico Commodore
64 (il "Pomodoro", che doveva il suo successo
solo a una colossale campagna pubblicitaria, con 38911
bytes totali liberi per l'utente a fronte di una vantatissima
"memoria di sessantaquattro kappa", e che
girava ad 1,02 MHz - uno virgola zero due megahertz),
qualche sperduto Atari, qualche patetico MSX (che
uscirà poi)...
Era
l'era in cui a quasi tutti i computer MANCAVA il canonico
tasto di reset!!!
No, niente da fare: il migliore in assoluto è
sempre stato lo Zx Spectrum. Frutto delle fatiche
di sir Clive Sinclair tra la fine degli anni settanta,
quando lanciò la prima macchina della serie,
lo ZX80, e subito dopo lo ZX81 versione base (con
un INTERO kilobyte di memoria RAM), e la primavera
del 1982, quando lanciò questa macchina che
ha fatto storia.
Le riviste "di informatica" spuntavano come
funghi, e ognuno pretendeva di imporre il proprio
dizionario. Lo Spectrum era un "home"? "personal"?
"professional"? "micro"? "mini"?
"mainframe"? ;-) A tutt'oggi si vendono
ancora (specialmente in Russia) dei compatibili Spectrum:
c'è da chiedersi se un altro computer ha avuto
un successo più che ventennale.
Questa
"Sinclair Computer" non era affatto male.
Redattori veramente preparati, sinceramente fanatici
delle macchine di casa Sinclair, che dovevano spremere
nelle poche pagine quante più cose è
possibile per gli affamati di novità come il
sottoscritto, alternando pagine semplici per i meno
esperti a elettronica, disassemblati, codice macchina,
per i più facinorosi.
E
poi, quei listati anche di 500 righe per uno ZX81,
pagine di disassemblati di ROM e routine assembler
generalmente allocate proprio dove davano più
fastidio (mitici gli indirizzi $C350 e $EA60, cioè
50000 e 60000 decimali).
E
poi ancora, quando si parlava (nelle recensioni, nelle
classifiche) dei giochi "più venduti"...
che spuntavano puntualmente nelle riviste "pirata"
su cassetta (cambiavano qualche scritta e te lo rivendevano
per "gioco originale in italiano": ovviamente
io non ne ho mai comprato neppure uno!).
Notevolissimo il trafiletto "Grandi manovre"
a pagina 54, dove si parla del futuro Sinclair QL
(annunciato a 499 sterline, cioè sopra il milione
abbondante di vecchie lire), che con ogni probabilità
arriverà prima del triste MSX, e sarà
dotato di software (Quill, Abacus, Archive, Easel)
capace di competere con i sistemi MS-DOS...!
Grande
anche la pubblicità della Sandy, con dischetti
da 5.25" da 400 kbytes e velocità di trasferimento
da 250 kbytes/sec (che è più del triplo
dei primi hard disk dei PC/XT IBM).
E
che dire delle stampanti a 80 colonne, con testina
a 9 aghi, da 50 caratteri al secondo (in modo veloce)
e con interfaccia "Centronics"? Per la cronaca
la Centronics, la ditta che ha inventato la porta
parallela classica che sta su tutti i PC del mondo
ancor oggi, fallì miseramente dopo pochi anni...!
Alfonso
Martone
Nota
del curatore della rubrica (Sonicher).
Alfonso Martone e' un professionista informatico che
opera al centro-sud Italia, ma ha operato anche all'estero
(come simpaticamente ricorda nelle sue dis-avventure
professionali di inizio carriera). Il suo sito personale,
all'indirizzo: http://www.alfonsomartone.itb.it,
e' ricco di aneddoti a sfondo informatico raccontati
con un linguaggio immediato che rivelano le passioni
di Alfonso: l'informatica e la fotografia, come si
evince dalle numerose foto presenti sul sito.
Ha accettato volentieri di pubblicare nella rubrica
Jurassic News tre sue "scoperte" risalenti
all'epoca in cui l'informatica personale era una sorta
di ultima frontiera.
A noi la gioia di aver incontrato, anche se solo virtualmente,
un personaggio vero, un professionista informatico
(e chissa' quanti ce ne sono in giro) che si e' fatto
le ossa sulle "macchinette" degli anni '80,
magari con la frustrazione di non potersi permettere
un "computer vero", ma con tanta, tantissima
passione!
Un ringraziamento da tutta la redazione di Webriviste. |