Webriviste - Il portale italiano indipendente delle riviste di Internet e Pc

Home > jurassicnews
01.39 > utenti collegati: 8
Entra nel forum di Webriviste Lascia il tuo messaggio nel guestbook Segnala ad un amico Webriviste Scrivi a Webriviste
Jurassic News: Phoenix Club News

Le riviste recensite
> Chip

> Computer Idea
> Dev
> Internet Magazine
> ISeries News
> Linux Journal Ita
> Linux&C
> Linux Pratico
> Linux Pro
> MacWorld
> Office Magazine
> Open Source
> Pc Magazine
> Pc Open
> Pc Pratico
> Pc Professionale
> Pc World
> VisualBasic&Journal
> Win Magazine
> Windows&net Magazine
EXTRA
> Chip
> Pc Professionale
__________________
> Forum
> F.A.Q. del Forum

__________________

Altri canali
> Archivio riviste

> Commercio elettronico
> Games Corner
> Il Punto
> Jurassic News
> Libri d'informatica
> Nastro rosa
> Sicurezza&Privacy
> Software
> Tips&Triks
> Wireless Lan





La copertina del primo numero…

La copertina del primo numero…

… e del secondo

… e del secondo
Lo schema elettrico del joystick per Apple II
Lo schema elettrico del joystick per Apple II

Phoenix Club News

Anno 1 numero 1 – gennaio-febbraio 1988

Il fenomeno delle fanzine è sempre stato poco diffuso in Italia, mentre negli States  hanno costituito per decenni una sorta di letteratura o comunque di editoria parallela con successi a dir poco clamorosi (la notissima rivista elettronica “2600” che è un’autorità in materia di sicurezza informatica era originariamente una fanzine). Prima di tutto: cos’è una Fanzine (“Zine”, pronuncia “zin”, per gli amici)? In Italia si direbbe che è un bollettino periodico distribuito ai soci di un club, nella realtà anglosassone è molto di più, tanto che ci sono stati dei veri e propri fenomeni di massa legati ad alcune di queste iniziative un po’ in tutti i settori. Sì perché una “Zine” non è una esclusiva degli appassionati di informatica, ne esistono per tutti i gusti e per tutti gli hobbies: giardinaggio, cura degli animali, caccia e pesca ma anche moda e, non ultime quelle dedicate ai vari filoni letterari “poco ufficiali”, come la fantascienza, spionaggio, giallistica, ecc…
In passato si ciclostilavano (per le nuove generazioni prendere un vocabolario per decifrare il verbo), poi sono arrivate le piccole tirature con stampanti ad aghi, poi le laser e infine il Web che si è dimostrato un terreno ideale per la nascita di queste iniziative spesso poco distanti dal giornalino scolastico o dal bollettino della parrocchia.

Non è male a questo punto spezzare una lancia in favore dell’editoria “open”, cioè non legata a nessun editore e libera da copyrights che si rivela spesso un vero “capestro” per gli autori.

Phoenix Club News è appunto una fanzine edita dal Club omonimo la cui dicitura completa sarebbe: “Phoenix Computer Club Italia – Apple User Group”. Il primo numero è del gennaio 1988, il secondo di marzo dello stesso anno, poi più nulla! Vita brevissima quindi per quella che doveva essere la punta di diamante per la diffusione del Club di appassionati dei sistemi Apple fino al Gs, ma che è morta (non poteva essere altrimenti) probabilmente dopo la constatazione da parte dei responsabili che non c’era poi così tanto interesse da mantenere e soprattutto auto-finanziare l’iniziativa.

Da dove deriva il nome Phoenix e qual è il contesto culturale dove si colloca? Phoenix era il nome in codice del progetto Apple II Gs della Apple Computer che nell’intenzione doveva rinverdire i fasti dell’inarrivabile Apple IIe, offrendo a quella fascia di mercato non interessata al Mac Hintosh (che ora si chiama semplicemente MAC), una alternativa computazionale al passo con i tempi, dotata cioè di grafica a colori e sonoro decente (la sigla Gs starebbe per Graphic and Sound).

L’araba fenice che rinasce dalle proprie ceneri rende bene l’idea, anche perché il MAC stentava nel 1986 o giù di li a penetrare il mercato: troppo costoso e troppo “diverso” dai normali personal per attirare una categoria di clienti la cui preoccupazione principale era quella di non restare poi, dopo aver preso con tanti sacrifici un buon sistema, senza software da farci “girare”. I precedenti in questo senso non erano mancati; ricordo una macchina della Commodore (mi sembra si chiamasse “Commodore Plus” o qualcosa del genere, fra il resto colpevolmente creata incompatibile con il C64), venduta con tanto di promesse di chissà quali mirabolanti e abbondanti librerie di programmi e poi abbandonata al proprio destino dalla casa madre.

Il nome Phoenix assume una doppia valenza: è la rinascita del progetto Apple IIe ma è anche il simbolo del tentativo da parte dei clienti Apple di opporsi a quella che ben presto è apparsa la chiara strategia della casa madre: abbandonare la linea home per dedicarsi anima e corpo al MAC. Una scommessa questa che a molti è apparsa molto azzardata e che ha portato l’azienda, allora gestita da Sculley, sull’orlo di vari baratri.

La situazione in Italia è grave per gli appassionati: nessuno importa nulla dagli States per le “melette”, così non resta altro che sospirare sulla pubblicità nelle riviste che vengono da oltre oceano o cercare di “fare rete”, come è appunto il tentativo di questo club. Negli States la situazione è molto diversa: le iniziative di terze parti sopravvivono; si possono acquistare schede di espansione per tutti i gusti: dalle semplici espansioni di memoria alle sofisticate, per l’epoca, sintesi vocali. Non parliamo poi delle riviste che ad onta dell’abbandono della linea da parte della casa madre, si prodigano per continuare il sogno! Ma il mondo sta cambiando molto rapidamente: il PC, così come oggi lo conosciamo, preme e prestissimo scalzerà gli home dalle stanze dei ragazzi a casa e dalle aule di informatica a scuola.

Rileggendo quel che rimane della fanzine Phoenix Club News riviviamo un’epoca di ingenuo entusiasmo e di cocenti delusioni. Nel secondo numero si svelano le cifre: solo una ventina di persone si è iscritta al Club, come potrà sopravvivere? E dire che le ambizioni sono elevate nelle dichiarazioni di intenti: buone rubriche, articoli tradotti da originali inglesi e francesi, addirittura la promessa di non guardare in faccia nessuno e pubblicare nome e cognome di negozi che ignorano i sistemi II o che sono avanzano esose richieste e i nomi dei “furbi” che mettono annunci sulle rubriche di scambio per carpire la fiducia ma soprattutto il software e i manuali di chi poi non viene ricambiato con la giusta mercede.

Dal punto di vista tecnico assistiamo alle prime puntate del corso di Pascal, alla recensione di AppleWorks (che per chi non lo conoscesse è stato il primo esempio in assoluto di suite da ufficio integrata), alla guida per costruirsi il Joystick con tanto di programma in Basic Applesoft per la taratura.

Che dire della qualità generale della pubblicazione? Ovviamente c’è poco da pretendere: i mezzi sono scarsissimi e si vede! Il giornalino è impaginato usando un programma sul Gs e poi stampato con una stampante ad aghi (immagino una ImageWriter II). Infine le copie, fotocopiate e spedite via posta agli aderenti per un costo di circa 3.000 lire/copia come dichiara la redazione. Chiaro che l’iniziativa o decollava, ma probabilmente sarebbero stati necessari non meno di 100 aderenti, o veniva chiusa ai primi ritiri dei volontari fondatori.
Grandi speranze insomma, naufragate dallo scarso interesse o forse dalla mancanza di un vero e proprio business plan per l’iniziativa. L’ennesima delusione che il settore dell’informatica personale ha riservato al sottoscritto in una trentina d’anni di attività!

Magari qualcuno dei responsabili dell’epoca bazzica ancora da queste parti, anzi è sicuro: l’informatica è come il primo amore, non si dimentica! Così lancio un appello: dai, fatevi vivi e dite il vostro parere, raccontate delle riunioni fatte magari sulle panchine del parco dopo la scuola, delle speranze e delle delusioni dopo la presa di contatto con la realtà! Sarebbe bello sentire qualche aneddoto dalla redazione: magari tutto è morto per colpa di una ragazza e delle gelosie scatenate? Sì perché poi, sotto sotto, noi maschi finiamo sempre li: a sbavare dietro alle femmine… maledetto computer!

Ad Excelsior – Settembre 2004

> Chi siamo
> Collabora
> Dicono di noi
> Scrivi a webriviste
> Forum
> Iscriviti al Forum
> F.A.Q. del Forum





Google


Web
Webriviste





torna su


Tutti i diritti delle immagini di copertina e dei marchi registrati contenuti in Webriviste sono di proprietà dei rispettivi editori
.
© WEBRIVISTE.COM 2000-2004 by Luigi Guardi, Maurizio Romano
[ Webriviste - il primo ed unico portale indipendente delle riviste informatiche ]