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La
copertina
Scheda
Titolo:
Olivetti research & Tecnology Review
Sottotitolo:
Editore: Ing. C. Olivetti - Ivrea - Italia
Lingua: Inglese
ISSN: non presente
Periodicità: Semestrale
Prezzo: abbonamento 2 numeri L. 25.000
Pagine: 120
Pagine
come questa non sono molto comuni nelle riviste di
informatica!

Saggio
delle capacità di OLIDRAW
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Olivetti
Research & Tecnology Review
Anno
2 - Numero 4 - secondo semestre 1985 - Inglese
"Olivetti
research & Tecnology Review" è una
lussuosa rivista edita dalla Ing. C. Olivetti con
sede ad Ivrea. Lussuosa perchè arriva con una
doppia copertina cartonata e una certa cura realizzativa
che si avince già dal design della copertina.
Le vicende finanziarie della Olivetti sono fin troppo
note e certo non stà a me analizzarne i perchè
del tracollo che avvenne attorno agli anni '90. Prima
di allora si trattava di una "signora azienda"
produttrice di apparecchi molto ricercati soprattutto
per la precisione meccanica che li contraddistingueva.
Il passaggio dalla macchina da scrivere al computer
fu segnato da tappe di successi clamorosi (chi non
ricorda il mitico M24?) e da sconfitte altrettanto
pesanti (la linea L2 per esempio). Sostenuta (affermano
i maligni) dalle ricche commesse dello stato realizzava
utili "da paura" potendosi permettere stipendi
dorati per i dirigenti e laute mance per il personale
(una mia zia ci ha lavorato alla sede di Roma e me
ne parlava entusiasticamente).
Allora l'azienda possedeva dei veri e propri centri
di ricerca e sviluppo dove si producevano risultati
teorici e progetti all'avanguardia oltre che collaborazioni
con dipartimenti di ricerca nelle facoltà di
ingegneria italiane (soprattutto a Torino). Questo
era abbastanza comune nelle aziende di una certa dimensione
e lo è tutt'ora all'estero. In Italia sappiamo
tutti come è la situazione della ricerca scientifica
e come potrebbe essere altrimenti visto che siamo
il paese occidentale che spende di meno in ricerca?
La
rivista è l'organo divulgativo dei centri di
ricerca Olivetti e raccoglie le ricerche fatte in
casa o commissionate alle università con un
taglio decisamente scientifico. La lettura non è
"di tutto riposo" ed è necessario
avere le "mani in pasta" sugli argomenti
trattati, oltre che una base di conoscenza della lingua
inglese, anche se si tratta di un inglese scientifico
molto "lineare".
Ad esempio: "Amorphous magnetic material for
thin film recording heads" tratta delle caratteristiche
fisico/chimiche del materiale per la realizzazione
delle testine di lettura degli hard-disk, campo di
ricerca molto in voga all'epoca (pioniere la solita
IBM) e che ha portato alle capacità degli HD
che oggi ci sono famigliari.
Altri
articoli presenti:
-
"A global approch to the problem of assuring
quality and reliability of purchased integrated circuits".
- "Problems in theory and experimentation on
hydraulic impedence in duch with elastic walls"
- "Statistical characterization of error processes
in rigid disc mass memory peripherals"
- "A performance evalutation of L-express LAN
protocol and a comparison with Ethernet"
- "The OLIDRAW package"
- "Firmware validation in a multiprocessor environment"
- "DIMA, a man-aided machine traslation system"
Come
si vede ci stà uno spazio anche per un poco
di auto-promozione (e ci mancherebbe!) con la descrizione
del prodotto OLIDRAW, un package per la grafica che
francamente appare tutt'altro che amichevole nell'uso,
visto che si tratta di un programma "command
driven", cioè si fa tutto con la tastiera.
Ma del resto cosa pretendere di più? Il programma
gira sotto PCOS sull'M20 o sull'M24 con la scheda
di emulazione.
Il
personal computer M20 è stato un progetto dal
successo ecclatante. Sia il sistema operativo (PCOS)
che il software sviluppato in campo gestionale e scientifico
lo ponevano ai primi posti nella scelta dei sistemi
di elaborazione per piccole aziende. Il sistema era
basato su una CPU Z8000 della Zilog, evoluzione a
16 bit del famosissimo Z80. Probabilmente è
stata una delle prime macchine personali al mondo
(in Italia sicuramente) ad adottare un 16 bit all'epoca
in cui si stava appena appena affacciando l'8088 della
Intel.
Quando l'Olivetti progettò l'M24, sotto l'onda
del successo del PC IBM, dovette a grande richiesta
costruire una scheda di emulazione da inserire sul
bus con a bordo uno Z8000 in grado di far girare il
PCOS e tutti i programmi per esso sviluppati.
Non
sono in grado di giudicare la bontà degli articoli
presenti dal punto di vista della loro valenza scientifica.
I nomi prestigiosi (o se dicenti tali) che li firmano
dovrebbero essere sicura garanzia.
In
definitiva una rivista che "da lustro" alla
Olivetti, all'epoca la migliore ditta di informatica
e tecnologie avanzate presente in Italia. Per chi
fosse curioso riguardo alla nascita dell'information
tecnology made in Italy con particolare riferimento
alla Ing. C. Olivetti Spa, consiglio il libro "Marisa
Bellisario donna e manager", la biografia del
manager più "carino" che abbia partecipato
in prima persona alla scrittura di questa affascinante
avventura.
Ad Excelsior.
sonicher@interpuntonet.it
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