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Ecco che diventa molto più importante l'aspetto
conoscitivo "intimo" della propria macchina
piuttosto che la conoscenza funzionale del software.
Finito
ufficialmente il supporto della rivista Nuova Elettronica,
la Micro Design fidealizza qualche centinaio di persone
(mi mancano i dati precisi, ma la cifra l'ho dedotta
con metodi analitici tipici del marketing), pubblicando
un bimestrale "ciclostilato" di una decina
di pagine di formato A3 (piegate a libro), stampate
con una stampante ad aghi e spedito dietro pagamento
della tessera del club (che sinceramente non ricordo
se fosse a pagamento e quanto). Il primo numero che
sono riuscito a rintracciare riporta il progressivo:
anno V, numero 5-6 del maggio-giugno 1985, da cui
deduco che le pubblicazioni sono iniziate già
nel 1980.
Per
la verità la ditta in questione cerca di espandere
le proprie quote di mercato convertendo gli utenti
al più moderno "clone PC" e mettendo
in campo iniziative all'avanguardia per l'epoca, come
la creazione di una BBS dedicata al club per il supporto
tecnico e la distribuzione del software di interesse
generale.
Troviamo in questo numero una "lezione"
su cosa sia un modem e una BBS e come si utilizzi;
l'articolo si mangia praticamente tutto il numero
che viene completato da un tutorial sul DBase II (grazie
al CP/M anche il Micro-Z80 gode di un porting, come
si direbbe adesso, del più classico e antico
motore per database).
Altri
numeri sono più ricchi di informazioni tecniche
sul Micro-Z80 e presentano schede
di espansione da acquistare (a caro prezzo, naturalmente),
di sicuro interesse per chi nel progetto ha creduto
e con questo è cresciuto. Una panoramica sui
prezzi (tenete conto che siamo nel '85/'86, lo stipendio
medio è dalle seicentomila al milione di lire).
- Scheda
controller per floppy doppia densità (in
kit e non comprende l'unità floppy venduta
a parte al modico costo di 399.000 lire): L. 253.000.
- Tastiera
di tipo IBM: L. 235.000
- Stampante
ad aghi da 80 colonne: L. 775.000
- Disco
Winchester (cioè disco rigido) da 10 MegaByte:
L. 2.690.000
Forse
il prezzo che colpisce più di tutti è
il costo della tastiera: circa 130 Euro di oggi, che
rapportati a venti anni fa sarebbe come se per acquistare
una tastiera oggi si dovesse sborsare dai 300 ai 350
Euro! Tutta la produzione industriale segue la legge
dell'abbassamento del prezzo in conseguenza alla quantità
venduta, ma forse nel caso dell'informatica personale
questa realtà ha quasi dell'incredibile e ci
fa toccare con mano cosa significhi il "fattore
di scala".
Insomma
avete capito che solo in virtù di una grande
passione e di una dose massiccia di sacrifici economici,
l'appassionato di micro informatica poteva esercitare
degnamente il proprio hobby e non dovevano mancare
grande volontà di conoscenza e innata fiducia
verso questi fornitori di tecnologia. Dico fiducia
perché le occasioni di approfondire con confronti
fra le varie soluzioni sono estremanente rare. Come
ho già avuto modo di notare le riviste di informatica
praticamente mancano e quelle che vengono da oltre
oceano parlano spesso di prodotti dei quali non si
è nemmena vista l'ombra nell'italico paese.
Ecco perché questa prima generazione di micro-informatici
ha preparato persone altamente competenti che tutt'oggi
non hanno difficoltà ad adattarsi ai nuovi
paradigmi della programmazione o della tecnologia.
Permettetemi di fare una considerazione personale:
la preparazione di base di questa generazione di informatici,
a differenza di chi arrivato dopo non per colpa sua,
non ha trovato la pappa pronta e predigerita; ha dovuto
sudare su tutti i byte! Ecco che anche ora facilmente
"da la polvere" ai nuovi cervelli cresciuti
all'ombra delle finestre fluttuanti o del Linux che
però deve installarsi da solo, altrimenti....
Ovviamente non si può fare di tutta l'erba
un fascio: esistono (e meno male) molti giovani preparatissimi!
Parlo in generale, con l'esperienza di chi vede giornalmente
sedicenti tecnici, sistemisti o programmatori appena
usciti da un istituto superiore, che quando appena
appena sanno installare Linux (ma non la Debian:-)
si sentono dei maghi...
La
Micro Design ha capito comunque che il progetto micro-Z80
non ha futuro, così sullo stesso bollettino
offre il più classico dei cloni IBM a circa
due milioni di lire, naturalmente in configurazione
minima (un solo floppy e senza HD).
Un segno dei
tempi che cambiano, ma a chi poteva interessare lo
scatolone IBM quasi senza grafica, senza colori, senza
sonoro?
Ad
Excelsior,
Sonicher
(settembre 2004) |