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Rassegna fotografica

numero di novembre-dicembre 1985
numero di novembre-dicembre 1985

Numero di gennaio-febbraio 1986
Numero di gennaio-febbraio 1986

MICRO design

Anno V - numero 5-6 - maggio-giugno 1985
Anno VI - numero 11-12 - novembre-dicembre 1986

Dell'esistenza di questa pubblicazione avevo avuto modo di parlarne in questa rubrica nella recensione della rivista Nuova Elettronica numero 73 del marzo 1980. Si tratta del classico bollettino tecnico-commerciale spedito agli iscritti di un club di appassionati. Lo scopo è evidentemente quello promozionale di una azienda che vuole cogliere tutte le residue possibilità di marketing legate al successo del kit "Micro Z80" di Nuova Elettronica del quale, si deduce, ne è la progettista (non penserete che Nuova Elettronica progetti da sola i propri kit, vero?).

E' successo infatti che dopo qualche anno di supporto e sviluppo la rivista Nuova Elettronica ha abbandonato il progetto del suo Personal basato sulla CPU Z80 (chiamato infatti Micro-Z80), evidentemente non più remunerativo, per passare ad offrire un clone dell'Apple II e poi del PC IBM. Il risultato è stato quello di creare una possibilità di business per l'azienda, la Micro Design con sede a Genova, autrice del progetto originale che ha un po' rianimato la cosa allungandone la vita di qualche anno.

Probabilmente i clienti che hanno in casa un micro-Z80 funzionante e che vorrebbero continuare a svilupparlo sono qualche centinaio. E' ben vero che altri sistemi, diciamo industriali, si sono presentati sul mercato (l'Apple IIe, il Commodore 64, lo stesso PC IBM), ma l'informatica personale in questi primi anni "pioneristici" eredita il clima culturale tipico dell'elettronica hobbistica: la gente si affeziona ai kit, li modifica, li coccola, li mostra con orgoglio agli amici! Il fatto di possedere ed usare programmi commerciali non interessa ancora più di tanto: si programma per hobby usando il Basic o in qualche caso l'assembly o magari il Fortran o l'esoterico LISP.

Ecco che diventa molto più importante l'aspetto conoscitivo "intimo" della propria macchina piuttosto che la conoscenza funzionale del software.

Finito ufficialmente il supporto della rivista Nuova Elettronica, la Micro Design fidealizza qualche centinaio di persone (mi mancano i dati precisi, ma la cifra l'ho dedotta con metodi analitici tipici del marketing), pubblicando un bimestrale "ciclostilato" di una decina di pagine di formato A3 (piegate a libro), stampate con una stampante ad aghi e spedito dietro pagamento della tessera del club (che sinceramente non ricordo se fosse a pagamento e quanto). Il primo numero che sono riuscito a rintracciare riporta il progressivo: anno V, numero 5-6 del maggio-giugno 1985, da cui deduco che le pubblicazioni sono iniziate già nel 1980.

Per la verità la ditta in questione cerca di espandere le proprie quote di mercato convertendo gli utenti al più moderno "clone PC" e mettendo in campo iniziative all'avanguardia per l'epoca, come la creazione di una BBS dedicata al club per il supporto tecnico e la distribuzione del software di interesse generale.
Troviamo in questo numero una "lezione" su cosa sia un modem e una BBS e come si utilizzi; l'articolo si mangia praticamente tutto il numero che viene completato da un tutorial sul DBase II (grazie al CP/M anche il Micro-Z80 gode di un porting, come si direbbe adesso, del più classico e antico motore per database).

Altri numeri sono più ricchi di informazioni tecniche sul Micro-Z80 e presentano schede di espansione da acquistare (a caro prezzo, naturalmente), di sicuro interesse per chi nel progetto ha creduto e con questo è cresciuto. Una panoramica sui prezzi (tenete conto che siamo nel '85/'86, lo stipendio medio è dalle seicentomila al milione di lire).

  • Scheda controller per floppy doppia densità (in kit e non comprende l'unità floppy venduta a parte al modico costo di 399.000 lire): L. 253.000.
  • Tastiera di tipo IBM: L. 235.000
  • Stampante ad aghi da 80 colonne: L. 775.000
  • Disco Winchester (cioè disco rigido) da 10 MegaByte: L. 2.690.000

Forse il prezzo che colpisce più di tutti è il costo della tastiera: circa 130 Euro di oggi, che rapportati a venti anni fa sarebbe come se per acquistare una tastiera oggi si dovesse sborsare dai 300 ai 350 Euro! Tutta la produzione industriale segue la legge dell'abbassamento del prezzo in conseguenza alla quantità venduta, ma forse nel caso dell'informatica personale questa realtà ha quasi dell'incredibile e ci fa toccare con mano cosa significhi il "fattore di scala".

Insomma avete capito che solo in virtù di una grande passione e di una dose massiccia di sacrifici economici, l'appassionato di micro informatica poteva esercitare degnamente il proprio hobby e non dovevano mancare grande volontà di conoscenza e innata fiducia verso questi fornitori di tecnologia. Dico fiducia perché le occasioni di approfondire con confronti fra le varie soluzioni sono estremanente rare. Come ho già avuto modo di notare le riviste di informatica praticamente mancano e quelle che vengono da oltre oceano parlano spesso di prodotti dei quali non si è nemmena vista l'ombra nell'italico paese.
Ecco perché questa prima generazione di micro-informatici ha preparato persone altamente competenti che tutt'oggi non hanno difficoltà ad adattarsi ai nuovi paradigmi della programmazione o della tecnologia. Permettetemi di fare una considerazione personale: la preparazione di base di questa generazione di informatici, a differenza di chi arrivato dopo non per colpa sua, non ha trovato la pappa pronta e predigerita; ha dovuto sudare su tutti i byte! Ecco che anche ora facilmente "da la polvere" ai nuovi cervelli cresciuti all'ombra delle finestre fluttuanti o del Linux che però deve installarsi da solo, altrimenti....
Ovviamente non si può fare di tutta l'erba un fascio: esistono (e meno male) molti giovani preparatissimi! Parlo in generale, con l'esperienza di chi vede giornalmente sedicenti tecnici, sistemisti o programmatori appena usciti da un istituto superiore, che quando appena appena sanno installare Linux (ma non la Debian:-) si sentono dei maghi...

La Micro Design ha capito comunque che il progetto micro-Z80 non ha futuro, così sullo stesso bollettino offre il più classico dei cloni IBM a circa due milioni di lire, naturalmente in configurazione minima (un solo floppy e senza HD). Un segno dei tempi che cambiano, ma a chi poteva interessare lo scatolone IBM quasi senza grafica, senza colori, senza sonoro?

Ad Excelsior,

Sonicher (settembre 2004)

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