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Jurassic News: Control Program for Microprocessor

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La copertina
La copertina

Scheda:

Titolo: CP/M con MP/M
Autore: Rodnay Zaks
Editore: Gruppo editoriale Jackson
ISBN: 88-7056-103-8
Data edizione: 1982
Prezzo: L. 22.000
Lingua: italiano

L'uso del floppy
L'uso del floppy

Confronto fra le dimensioni di un 8" e di un 5"
Confronto fra le dimensioni di un 8" e di un 5"

CP/M con MP/M

di Rodnay Zaks
Ed. Gruppo editoriale Jackson
1982 Italiano Lire 22.000

Interessandosi un poco alla storia dell'informatica e leggendo articoli o monografie su pubblicazioni che vanno dal 1975 al 1990 ci si imbatte spesso in questa sigla CP/M che rappresenta l'acronimo di "Control Program for Microprocessor".
Si tratta del primo sistema operativo concepito per l'utilizzo di calcolatori basati su microprocessori, di proprieta' della Digital Research, caratterizzato da una ampia diffusione e da una certa fortuna. Realizzato originariamente per il controllo di un sistema di sviluppo per il microprocessore 8080 della Intel, fu trasportato agevolmente sullo Z80 della Zilog. Si tratta di un raro esempio di simbiosii tecnologica: lo Z80 si diffuse molto grazie alla presenza del CP/M e dei programmi applicativi che ne sfruttavano i servizi e contemporaneamente il CP/M godette di una larga diffusione grazie al fatto che i produttori di PC adottavano lo Z80 come cuore del loro sistema di calcolo.
Il CP/M nasce nel 1974 ad opera di un certo Gary Kildall che lo sviluppo' per scopi personali al fine di agevolarsi il compito nel supporto ad un compilatore PL/M che girava su un sistema Intel. Dopo qualche anno di strepitoso successo la Digital Research perdera' la sfida con la Microsoft per aggiudicarsi la commessa del sistema operativo DOS per IBM. Una versione a 16 bit del sistema operativo e' comunque stata realizzata e commercializzata con nome CP/M-86, evolta verso una versione di MSDOS compatibile (DRDOS, Digital Research DOS) ma senza eccessive fortune.

Il libro presenta la versione 1.4 ma si spinge fino a considerare le nuove caratteristiche della 2.2 (che poteva gestire piu' di 64 Kb di memoria) e del sistema multiutente MP/M (Multiprogramming Control Program for Microprocessor). Non sorprenda il fatto che i progettisti si siano spinti fino ad estenderne le caratteristiche alla multiutenza dato che il paradigma di un sistema di elaborazione dati dell'epoca era basato sulla presenza di una unita' centrale e sui collegamenti di terminali a carattere. E' sorprendente invece che uno semplice Z80 con frequenza di clock al massimo di 4 MHz riuscisse a realizzare un ambiente elaborativo multitasking in time sharing. E' evidente comunque che la risposta dei terminali e l'esecuzione dei programmi non avevano l'immediatezza alla quale siamo abituati nel 2002. Gli stessi programmi erano molto meno ambiziosi, gli archivi piu' contenuti, le elaborazioni molto piu' semplici e prevalentemente batch e in definitiva si tolleravano tempi di attesa molto piu' lunghi degli attuali. Era uso nei reparti produzione preparare la compilazione e al lancio andarsene tranquillamente a prendere il caffe', tanto il terminale rimaneva bloccato su quel task per buoni 10 minuti (bene che andasse). Un elogio della lentezza lasciatemelo fare!

Il volume inizia con una presentazione di cosa sia un calcolatore, come deve essere affrontato, come e' fatta la tastiera e come vengono maneggiati i floppy. -"Vedete come sono comodi i floppini da 5 pollici?" sembra suggerire l'immagine con il confronto dimensionale. Poi si parte subito: dischetto di sistema inserito (mica c'erano gli HD e anche se qualche emiro li possedeva non facevano certo boot!), e via a generare la copia di lavoro del floppy di sistema.

Il prompt del sistema si presenta con una semplice lettera "A" maiuscola e il segno di maggiore ">".

"A>" vi ricorda qualche cosa?

Proprio cosi'! Il buon Bill Gates quando ancora dirigeva uno scantinato gia' scopiazzava. Poi ne ha fatto un'arte, ma questa e' storia attuale.

I comandi interni alla shell erano francamente pochini, Si' che esisteva il comando DIR per visualizzare il contenuto del floppy (niente directory, verranno un bel po' dopo), ma pochissimo altro. Per esempio non esiste la COPY che deve essere eseguita come comando esterno, cioe' un file eseguibile che risiede sul floppy di sistema. Il programma per copiare files si chiama PIP (Peripheral Interchange Program) con una sintassi abbastanza ridondante:

PIP A:COPIA.TXT = B:ESEMPIO.TXT

Il nome di destinazione e' davanti. Per stampare si usa:

PIP LST: = A:COPIA.TXT

LST: e' infatti il nome di un device riservato alla periferica di stampa, come CON: e' il device della console e, udite udite PUN: e' la device del lettore di nastri perforati.

Il nastro perforato era una maniera di registrare permanentemente informazioni ri-leggibili quando non esisteva la tecnologia magnetica. In pratica un nastro di carta di circa un pollice (2,5 cm) era avvolto su una bobina tipo quelle dei film (priva dell'avvento del DVD, si intende!). Sul nastro venivano praticati dei fori che rappresentavano l'informazione registrata. Questo metodo era poco pratico e fu presto abbandonato, sostituito con le schede perforate che avevano il vantaggio di poter essere organizzate secondo la bisogna senza l'obbligo di lettura di tutte le informazioni in maniera sequenziale.

La versione multiutente (MP/M) puo' gestire la bellezza di 16 utenti contemporanei in time sharing (con un minimo di 32K di memoria RAM). Il problema piu' banale che deve essere risolto su un sistema multitasking e' la rilocazione dei programmi in memoria ed infatti per rendere un programma per CP/M compatibile con l'MP/M e' necessario "rilocarlo" con l'utility di sistema GENMOD. Per spiegare il problema in due parole quando un programmatore crea il codice Assembly assume che la prima istruzione parta da una locazione speciale di memoria che nel CP/M era la 100 (esadecimale). Uguale e' per i programmi "COM" del MSDOS. Ma lo Z80 non ha istruzioni di segmentazione, introdotte solo con la famiglia di processori 8086, quindi puo' gestire piu' utenti assegnando ad ognuno spazi fisici diversi ad indirizzi di memoria non sovrapposti.
A riprova della difficile gestione della memoria il comando MOVCPM permette di riconfigurare il sistema quando sia stata aggiunta o tolta memoria fisica alla macchina.

Le directory ancora non esistono ma il CP/M aveva inventato una soluzione "in casa" per garantire la privacy dei dati e cioe' lo "user space". In pratica il sottosistema dischi poteva dividere una unita' floppy in aree utente (fino a 16). La prima, quella di default e' la zero ed e' quella di uso normale su un sistema monoutente. Il programma di trasferimento dati PIP e' in grado di copiare dati fra aree diverse.

E per creare un testo? Niente paura esiste il programma ED, uno stupendo editor di linea molto simile al fratellino ED.COM di MSDOS (ma guarda un po'! Solo coincidenze?). Che cos'e' un "editor di linea"? Bene, immaginatevi di non avere Word, di non avere Write, di non avere nemmeno il Notepad, come fate a scrivere un testo? Semplice, tornate indietro nel tempo ed imparatevi ED. Potete scrivere una riga alla volta (con INVIO si va a capo) e se sbagliate potete pure correggere, anche se la procedura e' talmente macchinosa che vi conviene riscrivere l'intera riga.

In conclusione del volume l'autore accenna alla presenza di altri sistemi operativi ed in particolare a quel UNIX cosi' di moda sui mini-sistemi. Dice infatti: -"Si e' tentato piu' volte di rendere i microsistemi compatibili con un sistema UNIX, ma senza successo. Comunque l'investimento richiesto sarebbe molto grande e la probabilita' di un successo limitata" .

Tanto per dire che se oggi abbiamo Linux e' grazie alla caparbieta' e alla generosita' di tantissime persone che ci hanno creduto veramente, senza fare calcoli commerciali, ma semplicemente mettendo alla prova ogni giorno le proprie capacita' e la propria fantasia.


Ad Excelsior - Aprile 2002

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