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Il Punto Le visioni di zio Bill

Marzo 2003


Bill Gates lo conoscono tutti non fosse altro perche' e' l'uomo piu' ricco del pianeta oltre che proprietario di quella Microsoft i cui prodotti poco o tanto equipaggiano i nostri PC. E' evidente allora che le sue apparizioni in pubblico come quella recente al parlamento italiano, suscitino interesse ed infatti ne hanno parlato (come sempre con qualche sproloquio) i quotidiani e continuano a parlarne (qui con una maggiore cognizione di causa) le riviste specializzate.
Prendendo qua e la qualche frase e qualche idea espressa dal Nostro si puo' con qualche aprossimazione costruire un quadro di quello che sono le sue idee ed i suoi piani per il futuro.
"...l'informatica sara' cosi permeante da diventare come l'aria che respiriamo: c'e' dappertutto, non possiamo farne a meno, ma non si vede..."; "...orologi collegati permanentemente con il server dell'ufficio e in grado di ricevere in tempo reale le quotazioni di borsa o lo stato del magazzino o le notizie sul traffico..." e ancora "...elettrodomestici che comunicano fra di loro...".
Ora io mi chiedo: -"Perche'?". Qualcuno vuole rispondermi? Magari tu stesso, caro zio Bill dovresti farlo, ma non come fai di solito e cioe' con modi da piazzista cercando di vendermi le tue cianfrusaglie. Dovresti rispondermi seriamente, con "una mano sul cuore" direbbe il Manzoni.
Perche' mai vorrei avere un orologio "...in grado di navigare sul Web" (magari da solo, aggiungo io, cosi' si potrebbe divertire visto che probabilmente si annoia cosi' sempre appeso al muro o sul comodino della stanza da letto o al polso del sottoscritto)?
Perche' mai vorrei che la mia lavatrice si lanciasse in improbabili discussioni filosofiche con il mio frigorifero moderate magari dal microonde? Ma voglio restare piu' terra-terra: perche' dovrei desiderare di vedere il mio interlocutore telefonico piuttosto che sentirne solo la voce o leggerne solo la e-mail?
D'accordo sul fatto che la sensibilita' personale verso la tecnologia e' la piu' varia e se poi ci mettiamo anche i fattori psicologici si riesce a capire benissimo i dati di vendita di telefonini e gadget vari, per non parlare di automobili e capi firmati. Pur tuttavia il passato insegna che le tecnologie che hanno una utilita' molto forte vengono poi adottate, le altre finiscono nel dimenticatorio. Prendete ad esempio il video-telefono: da quanti anni se ne parla? Probabilmente da una trentina e piu' ma in realta' a chi serve? Diverso il discorso della telefonia mobile, quella si che serve, eccome! Anche se poi e' facile esserne schiavi non possiamo negarne l'enorme praticita'. I piu' giovani non ricorderanno di certo i "posti telefonici pubblici" o la coda fuori dalle cabine telefoniche d'estate al mare, rigorosamente dopo le 9 erche' altrimenti la teleselezione ti svenava il portafoglio! Cose d'altri tempi.
Ma tornando all'inquietante scenario degli elettrodomestici in rete, mi si dice: -"...il frigorifero che avvisa dell'aprossimarsi della scadenza dei cibi, che si accorge che sta' per finire il latte e quindi lo ordina direttamente su Internet alla latteria sotto casa..." Ma veramente ci serve? Io il latte preferisco andarlo a comprare da solo, cosi' faccio anche due passi e scambio due parole con la signorina della panetteria (ne vale la pena, credetemi...).
No, zio Bill, non voglio passare il resto dei miei giorni applicando patch agli elettrodomestici, magari per scoprire che il service pack 2 di Windows-Frizer va in conflitto con la patch di sicurezza Q4567YT applicata al Win-Oven, indispensabile perche' altrimenti un hacker particolarmente smaliziato potrebbe lanciarmi un attacco DoS alla lavatrice, dove si sa' l'unico sistema operativo disponibile e' Win-Wash, e quindi bloccare il mio bucato per una settimana. E la lavastoviglie? E il "Caldo bagno"? e le luci del giardino? e l'allarme? e la cuccia di Boby?
Si lo so, caro zio Bill, che penseresti a tutto tu. Che ogni chip avra' integrato un dispositivo di sicurezza e che solo quello che deciderai tu e solo quando lo vorrai tu nella tua infinita bonta' sara' ricevuto dal mio orologio, dal mio navigatore satellitare e dalla lampadina nell'androne. Io non dovro' preoccuparmi di nulla, ma proprio di nulla.
Ma non hai risposto ancora alla mia domanda: -"Perche' mai dovrei volerlo"?

Ad Excelsior, marzo 2003

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