
Genere:
Arcade
Produttore: Konami
Sviluppatore: KCET
Distributore: Halifax
Versione: Pal
Lingua: Italiano
Giocatori: 1
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| C’è
voluto diverso tempo affinché i cacciatori di
vampiri della famiglia Belmont vedessero la luce su
un sistema di ultima generazione. La speranza dei molti
estimatori del filone arcade/horror è riposta
nelle mani dei sapienti sviluppatori di casa Konami,
ai quali si chiede di rinverdire i fasti dell’indimenticabile
Symphony of the Night
Una speranza neanche troppo effimera, alimentata dal
fatto che il team di sviluppo è rimasto pressoché
lo stesso, ivi compresa la compositrice della colonna
sonora e delle melodie di accompagnamento. Punti a favore,
quindi, che ben lasciano intendere sull’esito
finale.
La caccia ai succiasangue può avere inzio…
Un
passaggio obbligato
Non perdo tempo a dilungarmi sulla storia dell’epopea
“Belmontesca”, o sulla trama di questa ultima
fatica. Quindi, senza ulteriori indugi, vado subito
al nocciolo della questione.
La prima cosa da valutare (nonché la più
evidente) si riferisce all’aspetto grafico, al
passaggio dalla bidimensionalità alla terza dimensione.
Ci troviamo di fronte ad un prodotto, in tal senso,
completamente differente rispetto agli “avi”,
curato come raramente si è visto ultimamente.
Un impatto visivo molto gradevole che riesce ad offrire
al gioco una certa profondità, senza però
stravolgerne il senso degli eventi. D’altronde,
fino ad oggi e senza dubbio, la serie ha dimostrato
di cavarsela benissimo anche senza. L’acquisto
di una maggiore libertà di movimento si rivela
molto gradevole esteticamente (dato di fatto) ma comunque
marginale, laddove avrebbe potuto lasciare ampio spazio
all’esplorazione, andando in controtendenza a
quanto fin qui apportato dai capitoli precedenti. In
alcuni casi, specialmente nelle occasioni dove l’azione
assume i contorni del platform, la scelta del 3D appare
azzeccata e concede grosse soddisfazioni. Per il resto
delle vicissitudini, invece, i vantaggi apprezzabili
sono quasi irrisori, anzi tendono a semplificare fin
troppo l’intercedere. Per il resto, ambienti,
superfici ed effetti speciali continuano a proporre
atmosfere lugubri e goticheggianti, nella migliore tradizione…
seppur le numerose stanze da visitare denotino una certa
ripetitività costruttiva.
Eppure
mi ricorda qualcosa!
Se per quanto attiene l’aspetto estetico nulla
da eccepire, lo stesso non può dirsi per la parte
giocabile. Per carità niente di così catastrofico,
sia chiaro. Il maggior difetto, rilevabile dopo una
decina di minuti e nonostante l’azione scorra
via incessante, si palesa in una fastidiosa sensazione
di dejavù. E’ impossibile, infatti, non
notare l’eccessiva somiglianza delle locazioni
e delle situazioni. La stessa meccanica di gioco, purtroppo,
non sfugge ai canoni distintivi dei Castlevania, tornando
a proporre il recupero di armi sempre più potenti
con cui affrontare le orde di mostri.
In ogni caso l’avventura “fugge” via
fluida, senza troppi intoppi, con decine di nemici da
distruggere, un sistema di controllo ben calibrato e
facile da padroneggiare. Altro problema, se così
vogliamo chiamarlo, consiste nello sbilanciamento del
potenziale bellico a disposizione. Una volta acquisiti
i mezzi più potenti (due o tre) gli altri diverranno
totalmente inutili. Chiudo la questione con la segnalazione
di piccole noie nella gestione delle telecamere. Quest’ultime,
specialmente nei frangenti in cui si ha un nemico davanti
e uno dietro (brutta situazione!), tendono a lasciare
fuori schermo uno dei due soggetti. Certamente la questione
appare fastidiosa, un fastidio che può essere
compensato con piccoli aggiustamenti manuali.
Dispiace
notare come <b>Castlevania</b> rientri pienamente
nelle categoria di quei giochi divertenti ma, purtroppo,
poco duraturi. I più smaliziati non impiegheranno
che poche ore per terminarlo. Fortunatamente l'inserimento
di alcuni bonus, tra cui un nuovo personaggio giocabile
(ma io non vi ho detto niente!), ed altre piccole chicche,
porteranno l'utente a rivivere l'intera avventura. Ma
anche così, in fin dei conti, non occorrerà
tantissimo per accantonarlo... dopo averlo spremuto
a dovere. Le atmosfere tipiche e caratteristiche della
serie, che tanta fortuna hanno regalato ai precedenti
esponenti, ci sono tutte. Vampiri, fruste, mostri e
amenità varie sono rimasti intatti. La presenza
della terza dimensione, elemento rappresentativo di
maggior spessore, non ha saputo però elevarlo.
Quello che manca, in realtà, è un pizzico
di magia in più...
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