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Dare
oggi una definizione alla parola "commercio elettronico"
è un'impresa ardua, anche per gli esperti del
settore. In questi ultimi due anni lo si è
osannato, ne sono stati lodati i pregi, gridate le
colpe, lo si è dato dapprima per moribondo,
per deceduto e poi ancora vivo e vitale. Una Babele
di articoli, parole, immagini, indiscrezioni. Il tutto
per descrivere un fenomeno che, nel bene o nel male,
ha modificato le nostre abitudini e i nostri modi
di agire.
Ma
cos'è il commercio elettronico o, per meglio
dire, l'e-business o l'e-commerce?
Possiamo definirlo come quel sistema nel quale, soprattutto
mediante l'utilizzo di internet, imprese e consumatori
perfezionano transazioni commerciali e concludono
affari in modalità remota (Giampiero di Carlo).
Non bisogna pero' credere che l'e-commerce sia solo
materia per informatici: dopo un periodo iniziale
dove il tutto è stato a vantaggio dei pionieri,
oggi si sta diffondendo in ogni settore merceologico,
di pari passo alla sviluppo e alla capillarità
di Internet.
Non bisogna quindi considerarne solo il lato tecnologico,
l'infastruttura.
Quest ultima è solo "uno" degli elementi
cruciali del settore. Avere un buon software gestionale
o un bel sito è solo il primo dei passi da
compire per realizzare (e rendere vincente) un e-business.
Occorre progettare con cura il segmento di riferimento,
il target group, cioè la fascia specifica di
utenti al quale ci si vuole rivolgere. Al contrario
del passato dove i portali generalisti la facevano
da padroni, oggi chi vuole ritagliarsi un angolo in
questo universo ancora tutto da esplorare deve cercare
di specializzarsi il più possibile, sia dal
punto di vista delle conoscenze sia dal punto di vista
dell'attività da svolgere (focalizzazione del
core business).
La
Bestia Nera di ogni Merchant rimane comunque la visibilità:
riuscire a far si che il proprio sito sia visitato,
costantemente, è un compito arduo, soprattutto
nella marea di Url che affollano la Rete. Quando leggevo
che il rapporto tra visite e acquisti è di
1000 a 1, stentavo a crederci. Quando poi, alla maniera
di un S.Tommaso Cibernetico, ho tastato con mano,
mi sono reso conto che le differenze tra la "new"
e la "old" economy non sono poi così
tante: se il tuo negozio si trova a Parco della Vittoria,
hai più possibilità di vendere di uno
che si trova a Vicolo Stretto.
Nonostante
però queste corrispondenze tra passato e presente/futuro,
non si può pensare di affrontare un e-business
con la "vecchia" mentalità. I cambiamenti,
oltre che negli strumenti che si utilizzano, devono
radicarsi anche nei modi di pensare e di agire: non
si può subire passivamente la "rivoluzione
digitale" ma, per essere vincenti, occorre prevederla
e sfruttarne al pieno le occasioni. Il tutto senza
lasciarsi coinvolgere dagli osannatori e dai lapidatori.
In fin dei conti si tratta pur sempre del "nostro"
e-business: sta a noi decidere quando è il
momento di iniziare, qual è il modo giusto
per farlo e, perché no, anche quando è
il momento di lasciar perdere.
Questa
rubrica, a parte questa lieve digressione teorica
iniziale, vuole essere una guida agli strumenti e
alle opportunità che la rete ci offre per il
nostro business, con una serie di approfondimenti
sulla parte fiscale e normativa che ci aiuteranno
a fare uno zoom sulla situazione italiana e mondiale.
Luigi
Pollio
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