Scheda
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Titolo: MacWorld Italia Extra
Sottotitolo: Tutto il mondo Macintosh
Periodicita': Mensile
Editore: IDG Communications Italia
Sito
Web
ISSN: n.p.
Prezzo: 5,00 Euro
Allegati: un cd-rom |
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Come
era logico aspettarsi, il Mini Mac la fa da padrone
in copertina e in un bel servizio interno, per non menzionare
le innumerevoli citazioni sparse qua e la nella rivista.
Il piu' incomprensibile degli articoli tenta di mettere
a confronto l'ultimo nato di casa Apple con una equivalente
macchina Windows, precisamente un Dell 2400, della stessa
classe di prezzo. Con tutti i distinguo del caso, ripetutamente
premessi dall'autore, ne risulterebbe (uso il condizionale)
che la macchina Apple in fondo conviene. Come le cose
stiano veramente cosi' francamente mi sembra difficile
affermarlo: chi compra un Apple non lo fa certo mettendosi
a fare i conti sulla convenienza rispetto al PC; le
motivazioni che guidano la scelta sono altre e non sempre
"nobili". Che dire della disponibilita' praticamente
illimitata (e di fatto a costo zero) di software per
le macchine Windows? D'accordo, anche per il Mac i torrent
esistono, per non parlare degli "e-muli" (chi
ha orecchi da intendere...). Quello che non riesco a
comprendere e' l'ostinazione a vendere macchine con
troppa poca RAM. Andiamo! 256 Mb sara' poco per Windows,
ma e' ancora di meno per Mac OS X! Non potevano fare
una macchina da 1 Gb e chiuso l'argomento? Tanto per
la Apple il costo di uno stick da 256 e quello da 1
giga scommetto non raddoppia nemmeno.
Parliamo dell'iPod, altro tormentone infinito, anzi
non parliamone! Ma come si fa? Veramente mi sembra che
se ne parli troppo, soprattutto sulle riviste di informatica:
in fondo l'informatica e l'iPod avranno anche degli
agganci comuni, ma non piu' del televisore o (quasi)
della lavatrice! Bella la prova "di rottura"
fatta da una rivista tedesca, servisse a qualche cosa
rompere un oggettino cosi' costoso: un inno all'assurdita'
del consumismo? Che dire poi degli auricolari Etymotic
ER-6i, oggetto della relativa prova? Ecco, quando mi
sembra che il mio stipendio sia ridicolamente basso
(penso succeda a tutti, soprattutto dopo il caro, nel
senso di amato, Euro), vado a vedermi i gadget per l'iPod.
Qui l'autore della prova (certo Paolo Zellner, evidentemente
pagato meglio del sottoscritto) si spinge fino ad affermare
che il prezzo "...e' ottimo se rapportato alla
qualita'". Ragazzi, 149 Euro per un paio di auricolari!
Cioe' una cosetta che probabilmente fanno in Cina e
gli costa uno o due dollari, materia prima compresa...
Forse non dovrei abitare qui, non in questo tempo comunque.
Un discreto articolo presenta il decalogo dell'utilizzatore
"previdente", cioe' di colui che backuppa
regolarmente, deframmenta i dischi, ripara i privilegi,...
insomma quello che raramente viene in mente di fare
ad un utilizzatore normale. Fra il resto parlando proprio
del backup viene da dire che il Mac ci induce a cattive
abitudini: dato che i crash sono una rarita' peggio
dei tartufi di Alba, non c'e' un vero incentivo all'assicurazione.
Nel pezzo di Lucio Bragagnolo la storia, poco credibile,
di due personaggi eclettici che vanno di nascosto a
lavorare in Apple per sviluppare la calcolatrice grafica,
non sono pagati ma ci vanno ugualmente... Roba da 'mericani!
Per concludere mi butto un po' giu' leggendo le vicende
del Venerandi e famiglia. Ed eccolo, regolare, il senso
di angoscia che mi prende gia' ai primi paragrafi...
Eppur si muove verrebbe da dire, eppure il mondo si
muove... Se cercate il senso della vita non cercatelo
in queste righe: c'e', ma rischiate la depressione prima
di scoprirlo.
Ad Excelsior
Sonicher
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