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MacWorld

Marzo 2005 - 5,00 Euro con Cd-rom


MacWorld Italia Marzo 2005

MacWorld n° 144 Marzo 2005

Scheda
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Titolo: MacWorld Italia Extra
Sottotitolo: Tutto il mondo Macintosh
Periodicita': Mensile
Editore: IDG Communications Italia
Sito Web
ISSN: n.p.
Prezzo: 5,00 Euro
Allegati: un cd-rom
Macworld Extra, in Edicola da Dicembre

Come era logico aspettarsi, il Mini Mac la fa da padrone in copertina e in un bel servizio interno, per non menzionare le innumerevoli citazioni sparse qua e la nella rivista. Il piu' incomprensibile degli articoli tenta di mettere a confronto l'ultimo nato di casa Apple con una equivalente macchina Windows, precisamente un Dell 2400, della stessa classe di prezzo. Con tutti i distinguo del caso, ripetutamente premessi dall'autore, ne risulterebbe (uso il condizionale) che la macchina Apple in fondo conviene. Come le cose stiano veramente cosi' francamente mi sembra difficile affermarlo: chi compra un Apple non lo fa certo mettendosi a fare i conti sulla convenienza rispetto al PC; le motivazioni che guidano la scelta sono altre e non sempre "nobili". Che dire della disponibilita' praticamente illimitata (e di fatto a costo zero) di software per le macchine Windows? D'accordo, anche per il Mac i torrent esistono, per non parlare degli "e-muli" (chi ha orecchi da intendere...). Quello che non riesco a comprendere e' l'ostinazione a vendere macchine con troppa poca RAM. Andiamo! 256 Mb sara' poco per Windows, ma e' ancora di meno per Mac OS X! Non potevano fare una macchina da 1 Gb e chiuso l'argomento? Tanto per la Apple il costo di uno stick da 256 e quello da 1 giga scommetto non raddoppia nemmeno.
Parliamo dell'iPod, altro tormentone infinito, anzi non parliamone! Ma come si fa? Veramente mi sembra che se ne parli troppo, soprattutto sulle riviste di informatica: in fondo l'informatica e l'iPod avranno anche degli agganci comuni, ma non piu' del televisore o (quasi) della lavatrice! Bella la prova "di rottura" fatta da una rivista tedesca, servisse a qualche cosa rompere un oggettino cosi' costoso: un inno all'assurdita' del consumismo? Che dire poi degli auricolari Etymotic ER-6i, oggetto della relativa prova? Ecco, quando mi sembra che il mio stipendio sia ridicolamente basso (penso succeda a tutti, soprattutto dopo il caro, nel senso di amato, Euro), vado a vedermi i gadget per l'iPod. Qui l'autore della prova (certo Paolo Zellner, evidentemente pagato meglio del sottoscritto) si spinge fino ad affermare che il prezzo "...e' ottimo se rapportato alla qualita'". Ragazzi, 149 Euro per un paio di auricolari! Cioe' una cosetta che probabilmente fanno in Cina e gli costa uno o due dollari, materia prima compresa... Forse non dovrei abitare qui, non in questo tempo comunque.
Un discreto articolo presenta il decalogo dell'utilizzatore "previdente", cioe' di colui che backuppa regolarmente, deframmenta i dischi, ripara i privilegi,... insomma quello che raramente viene in mente di fare ad un utilizzatore normale. Fra il resto parlando proprio del backup viene da dire che il Mac ci induce a cattive abitudini: dato che i crash sono una rarita' peggio dei tartufi di Alba, non c'e' un vero incentivo all'assicurazione.
Nel pezzo di Lucio Bragagnolo la storia, poco credibile, di due personaggi eclettici che vanno di nascosto a lavorare in Apple per sviluppare la calcolatrice grafica, non sono pagati ma ci vanno ugualmente... Roba da 'mericani!
Per concludere mi butto un po' giu' leggendo le vicende del Venerandi e famiglia. Ed eccolo, regolare, il senso di angoscia che mi prende gia' ai primi paragrafi... Eppur si muove verrebbe da dire, eppure il mondo si muove... Se cercate il senso della vita non cercatelo in queste righe: c'e', ma rischiate la depressione prima di scoprirlo.

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