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Recensione
Marzo 2002
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Titolo:
Linux Magazine
Sottotitolo:
Editore: Edizioni Master
Sito web: edmaster.it/linuxmag
ISSN: 1592-8152
Prezzo: 6,66 Euro
Allegati: due cd-rom
Lingua: italiano
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La
ormai annosa diatriba fra chi sostiene Linux pronto per
il desktop e chi lo giudica ancora immaturo (della seconda
tribu' fa parte nientemeno che lo stesso Linus) continua
a suscitare interesse.
Nella rubrica della posta l'attento direttore Emmanuele
Somma pubblica due lettere che sono agli antipodi: nella
prima si sostiene quella che parafrasando il noto romanzo
di Kuldera potremmo definire "L'insostenibile leggerezza
di Windows", mentre nella seconda si rigetta come
"spazzatura" la distribuzione Debian proposta
dalla rivista il mese precedente. Le due lettere e la
risposta del direttore sono da leggere per aggiungere
un tassello di conoscenza relativa alle qualita' vere
o presunte dei due ambienti.
Linux Magazine e' una rivista che come target dichiarato
ha l'utente "normale", cioe' quello che deve
ancora imparare (ma ha voglia di farlo) e quello che,
pur non essendo alle prime armi, ha comunque bisogno del
conforto di un articolo divulgativo per trovare il coraggio
di compilare il kernel per la prima volta. Ne segue che
praticamente tutti gli articoli sono leggibili e, se pur
con la mancanza di qualche approfondimento, utilizzabili
da chiunque.
Prendiamo ad esempio l'articolo "Primo attacco ad
un Server", poco piu' di una introduzione ha pero'
il pregio di non puntare troppo in alto, astenendosi dal
promettere chissa' che mirabolanti arzigogoli programmativi,
ma spiegando l'uso di uno strumento indispensabile in
altre cento occasioni, cioe' nmap.
Chi e' alle prese con l'allestimento di aule didattiche
e/o batterie di PC a disposizione del pubblico, trovera'
interessante l'articolo "Diskless via nfs".
Questo tipo di soluzioni avra' in futuro un impatto non
trascurabile nell'economia di gestione di una rete al
pubblico, attualmente caratterizzata da un costo totale
(il famoso TCO) difficilmente sostenibile nel medio periodo.
Tagli ai finanziamenti e maggiore attenzione alle spese
da parte delle pubbliche amministrazioni renderanno giustizia
a chi ha studiato per anni soluzioni "light"
in grado di far rivivere vecchi PC ad uso di terminali
piu' o meno intelligenti.
Un'altro problema legato alla didattica (e il direttore
Emmanuele Somma tiene molto a questo aspetto) e' l'approntamento
di strutture informatiche realmente utili nelle scuole
superiori (di ogni ordine e grado, verrebbe da dire...).
"Linux nella didattica: c'e' posta per tutti..."
mostra un primo approccio al problema di rendere produttive
quelle strutture informatiche (PC e collegamenti ad Internet)
di cui le scuole si sono dotate in passato sull'onda dell'entusiasmo
di pochi docenti motivati e grazie ai finanziamenti elargiti
e che spesso giacciono sotto-utilizzate (passatemi questo
eufemismo) nei "laboratori di Informatica" (anche
i nomi vanno scelti con cura per fare colpo) della scuola.
Programmi di "informatica" mirabilmente presentati
come sperimentali, innovativi e chi piu' aggettivi possiede
ne aggiunga di propri, sono per lo piu' confinati in poche
ore settimanali, se non addirittura annuali, all'interno
delle ore di matematica o fisica (se va' bene), senza
pensare che il PC e' uno strumento didattico, e sta bene,
ma e' soprattutto uno strumento di lavoro e come tale
deve essere insegnato.
Zope (come mai se ne sente parlare cosi' tanto in questo
ultimo periodo?) trova il suo spazio in un articolo introduttivo
dal titolo guarda caso: "Zope: una introduzione...".
Il problema secondo il mio modesto parere e' che l'attuale
sviluppo Web, passata l'euforia degli effetti Flash, e
denunciate le incapacita' dei piu' nel lanciarsi verso
Java e i paradigmi derivati (JSP, Applets, Web Services),
necessita di strumenti realmente facili da mettere in
mano a figure aziendali piu' impiegatizie e meno tecnicistiche.
In questo scenario Zope puo' effettivamente dire la sua
a patto che la sua filosofia venga sposata per intero
e che non venga la voglia di arricchire con plug-in di
varia natura le sue capacita' native.
Nei due cd-rom troviamo la versione 3.0 di DemoLinux (non
necessita di installazioni) e sul secondo una raccolta
di mini-distribuzioni, il kernel 2.5 (la versione devel,
evidentemente), Samba 2.2.3 e Open Office 6,41 (candidate
release) e il J2sdk 1.4 (candidate release), regalo questo
ultimo molto gradito vista la dimensione del file (38
Mb) e la proverbiale lentezza dei siti Sun.
Ad Excelsior
sonicher@interpuntonet.it
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