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Scheda
Titolo: Linux Journal
Sottotitolo: The Monthly magazine of the Linux
Community
Editore: SSC (Specialized Systems Consultants)
Sito web: linuxjournal
Periodicità: mensile
Lingua: Inglese
Allegati: nessuno
Costo: 5$ USA
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Linux
Journal nella sua edizione inglese e' una rivista per
haker (nel senso buono della parola) o se preferite
"per amministratori di sistema". Viceversa
nella sua incarnazione italiana l'accento viene spesso
spostato verso l'utente finale, anche se gli articoli
sono per la maggior parte gli stessi.
Questo numero della rivista, con focus "Kernel
Internals", non lascia dubbi in proposito: si parlera'
del kernel e di elementi correlati.
Si
parte con l'intervista con un certo Ted Ts'O, sviluppatore
del kernel. Interessante ma soprattutto strano il constatare
come una persona inserita all'interno di un gruppo di
sviluppo della IBM possa poi occupare anche altre poltrone
decisionali in aziende proprie o altrui. Provate a proporlo
al vostro datore di lavoro, tanto per farvi due risate!
La versione 2.5 del kernel (in fase di sviluppo) sembra
che conterra' le patch per rendere preempitive il kernel
stesso. Il lungo articolo che ne spiega i vantaggi e'
eloquente soprattutto nella presentazione dei risultati.
Visto che il kernel patchato rende il desktop "piu'
responsivo" credo che anche le distribuzioni "da
desktop" ne trarranno vantaggio.
Si sa che l'argomento del momento sono i cluster (per
la verita' LJ sono ormai anni che ospita regolarmente
articoli al riguardo), "The Beowolf state of Mind"
e' una introduzione ad un tipo di cluster (Beowulf,
appunto) che e' stato il primo o uno dei primi e che
sembra sia il favorito o quanto meno li ci lavorano
imprese commerciali.
Il futuro di Linux negli ambienti embedded? Le telecomunicazioni.
Questo almeno nelle affermazioni dei "pezzi grossi"
che se e occupano, ad esempio HP.
Zope, la sua filosofia di costruzione dei siti web e
l'interazione con i database sono affrontati nell'articolo:
"Database and Zope", indispensabile complemento
per ogni sito che abbia la pur minima velleita' di essere
dinamico.
Quanti sono gli utilizzatory Linux nel mondo? I numeri
reali sono praticamente impossibili da quantificare.
Esistone delle stime "ufficiali" che risalgono
al febbrario 2001: minimo 2,5 milioni e massimo 60 milioni.
Sembra la stima della costante di struttura dell'universo,
una delle grandezze rimaste fino ad oggi lontane dal
valore dimostrabile. Quello che e' certo e' la consistenza
tutt'altro che velleitaria della presenza di Linux sui
PC nel mondo, a garanzia che il progetto ha le basi
necessaria a svilupparsi ulteriormente schivando gli
strali di mamma Microsoft che certo vede in queste cifre
i milioni di dollari persi piu' che l'opportunita' di
confronto e crescita tecnologica. Per la cronaca negli
states vengono venduti PC per 380 dollari USA senza
OS a bordo (si tratta di macchine di tutto rispetto:
1 GHz, 128 Mb RAM). In Italia sembra sia impossibile
il fare cio'. Addirittura le licenze "campus"
sui sistemi opertivi Microsoft, cioe' le licenze riservate
a scuole e universita', prevedono solo gli upgrade da
un sistema operativo esistente, come dire: prima compratevi
il ME (che e' quello che costa meno)
poi io vi permetto (a pagamento, si intende) di upgradarlo
a XP.
Ad excelsior,
sonicher@interpuntonet.it
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