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edizione
italiana
Scheda
Titolo: Linux Journal
Sottotitolo:
Sito web: linuxjournal
Periodicità: mensile
Lingua: Italiano
Allegati: Cd-rom
Costo:
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Incassato
il colpo del cambio di linea editoriale che, come annunciato
anche sul nostro sito, prevede la rinuncia al supporto
ottico mensile, apprestiamoci ad analizzare il contenuto
di questo numero che copre sia dicembre che gennaio.
Linux Journal edizione italiana si attiene infatti a
quella che e' la tradizione della Duke Italia che si
concede due pause: quella natalizia in aggiunta alla
consueta ferragostana.
Se pensate che allora questo numero e' doppio vi sbagliate,
ahime di grosso, anzi sembra ancora piu' sottile del
solito! (50 pagine per la precisione).
Di bello c'e' l'impostazione quanto mai spartana della
rivista che non si perde certo in chiacchiere: news
e posta dei lettori non esistono e pure la pubblicita'
e' molto contenuta. Di cio' ne guadagnano gli articoli
che sono accuratamente scelti fra quelli messi a disposizione
dell'editore americano (la SSC).
In questo numero si parte con un lungo articolo molto
pratico (una specie di how-to insomma) sulla configurazione
di un router Linux. Gli autori dimostrano che non ha
molto senso acquistare Cisco per le realta' che dispongono
di budget limitato quando con un "misero"
Pentium a 133 MHz hai praticamente le stesse funzionalita',
anzi...
"Supportare IPv6 su un nodo di server Linux"
discute in merito alle prime sperimentazioni pratiche
con il successore del protocollo che usiamo attualmente
per Internet (IPv4, appunto). Negli States e' gia' attiva
una dorsale su IPv6 quasi tutta nativa (alcune tratte
sono di tipo "IPv6 over IPv4"). Non credo
esista qualcosa di analogo qui in Italia, anche se ci
sono degli indirizzi IPv6 riservati per il test in Europa.
Il protocollo IPv6 e la sua lunga gestazione vengono
poi richiamati dall'articolo "Il problema del protocollo"
(Doc Searl) il quale dimostra quale ostacolo rappresentino
le discussioni sugli standard per l'avanzamento della
tecnologia. In fondo ha ragione perche' fatte salve
le prime discussioni che hanno evidentemente il merito
di inquadrare l'intero problema, poi si assiste alla
solita litigata delle Magior che vorrebbero imporre
il loro, con buona pace di noi consumatori.
"Uno stile di codifica adatto al kernel di Linux"
e' un articolo didattico su come viene scritto il codice
del kernel, cioe' se la parentesi graffa aperta deve
stare alla fine della riga di dichiarazione della funzione
o separata su una nuova riga. Non un articolo di grandissimo
peso, dunque.
Piu' interessante mi e' parso "Data Collection
con Linux" (Steven K. Roberts e Ned Konz) che mostra
il porting del kernel su una piastra embedded per l'acquisizione
di dati atmosferici.
Molto belli gli screen in "L'arte è solo
la realtà prodotta artificialmente" del
solito simpatico Marcel Gagnè (anche se a volte
il suo stile di scrittura mi irrita un pochino). Ottenere
immagini artificiali di montagne, della Luna o di altro
e' senz'altro possibile con Linux grazie ai numerosi
progetti in corso di sviluppo e Marcel che ne mostra
qualcuno in azione.
Un numero di Linux Journal da centellinare con tutta
calma, visto che per il prossimo dobbiamo aspettare
febbraio.
Ad
Excelsior
sonicher@webriviste.com
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