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edizione
italiana
Scheda
Titolo: Linux Journal
Sottotitolo:
Sito web: linuxjournal
Periodicità: mensile
Lingua: Italiano
Allegati: nessuno
Costo:
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Oh!
Sorpresa! La copertina ha cambiato piegatura: ora arriva
con la classica piega interna e la manegevolezza della
testata ne ha guadagnato di certo. Non piu' fogli svolazzanti,
evviva! Altre a questo e' stato fatto un po' di restyling
sulla falsa riga di quello della testata madre in lingua
inglese. Un'altro esperimento editoriale interessante
va sotto il nome di "publiredazionale", una
sorta di pubblicita' informativa che, pur focalizzandosi
e promuovendo il prodotto di una specifica azienda,
ne inquadra il contesto operativo in un breve articolo
che occupa una facciata.
Il focus di questo mese riguarda Linux e le imprese.
Non che ci sia bisogno di convincere chicchessia sulla
bonta' della scelta dei server pinguinici per la bisogna
aziendale di web, file, mail, firewall, ecc..., ma di
fatto l'azienda stenta ancora ad adottare soluzioni
cosi' radicali per le varie contabilita' o office che
dir si voglia. Fra tutti spicca l'articolo relativo
alla configurazione remota che promette anche 'tutte
le spiegazioni'. Non e'che sia una cosí grande
scoperta: da anni si parla di remote boot, bootp e argomenti
correlati ma ora farlo diventa sempre piú facile
oltre che tornare di gran moda grazie al paradigma terminal
server che incomincia a convincere anche i sostenitori
del -tanto, un pc completo costa uguale...-. L'articolo
di punta nel focus per la veritá é dedicato
ai cluster ma, quante sono le aziende che hanno un cluster
in casa sia perche' finora tale soluzione era rivolta
soprattutto alle necessita' di calcolo parallelo, sia
perche' i prodotti di clustering proprietari costano
molto. L'articolo traccia una strada possibile: si incomincia
con il ridondare il server che ospita la base dati e
si fnisce per avere un database replicato.
Nella sezione sviluppo web l'autore ci spiega come mai
un server di applicazioni (magari un web server) ad
un certo punto puó crashare (brutto neologismo
ma migliore di 'andare in crash' o addirittura 'franare'
come ho recentemente letto in un articolo). Tutta colpa
delle code: le richieste si accumulano e lo stack si
sfonda (detta in due parole).
Da leggersi sicuramente l'articolo -installare un gateway
VPN- che richiede comunque un certo background sulle
reti e -Impostare una LAN wireless all Linux- dato che,
come sostiene l'articolista la tecnologia é ormai
matura per consentire una buona soluzione (io conservo
i miei dubbi).
Per finire una nota di servizio. La cura intrapresa
dall'editore per migliorare la qualita' delle traduzioni
mi sembra che cominci a funzionare bene e la lettura
scorre molto piú facilmente senza incappare,
come in passato, sulle improbabili costruzioni verbali
sulle quali saltuariamente si inciampava.
Ad Excelsior,sonicher
sonicher@interpuntonet.it
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