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Tux Magazine

Maggio 2005 - 4.90 €

Nastro Rosa

Tux Magazine

Titolo: TUX Magazine
Sottotitolo: The first and only magazine for new Linux user
Lingua: Inglese
Pagine: 55
Sito Web: www.tuxmagazine.org
Primo numero: marzo 2005
Periodicita': mensile

Tux Magazine
Tux Magazine
Tux Magazine
Tux Magazine
Tux Magazine

TUX Magazine e' una rivista disponibile solo nella versione on-line, dedicata esclusivamente al sistema operativo Linux e liberamente scaricabile attraverso una registrazione sul sito www.tuxmagazine.com. La pubblicazione esiste da marzo di quest'anno ma imperdonabilmente l'ho scoperta solo ora e volentieri la segnalo a chi come me ne ha ignorato finora l'esistenza. Purtroppo c'e' solo la versione inglese ma facilmente si legge con un minimo di famigliarita' con la lingua di Albione, chi poi usa Linux abitualmente per forza di cose un po' di inglese se lo deve masticare. Il formato "fisico", nel senso di dimensioni della pagina rispetta l'idea che verra' leggera' su un monitor, quindi un tipico 800x600; se la stampate sara' ottima la scelta di un foglio A4 orizzontale.
Come si evince dal sottotitolo si tratta di una pubblicazione dedicata ai nuovi utenti Linux, quelli che vengono definiti nella rivista "Linux consumer". "Rederti la vita piu' facile, ecco perche' esiste Tux"; proposito quanto mai interessante ribadito anche dal motto: "Your life shouldn't be about making your computer work, it should be about making your computer work for you" ("Non dovresti impiegare la tua vita per far funzionare il tuo computer, dovresti impiegarla a fare in modo che il tuo computer lavori per te").
Una rivista distribuita "'a gratis"? Non sara' la solita fanzine testuale, poco curata e contenente un'accozzaglia di argomenti scritti da gente che nella vita fa tutt'altro? Niente affatto, anzi la sorpresa e' grande nel trovarsi in mano (se la stampate :-) una pubblicazione curata nei minimi dettagli, con una buona varieta' di argomenti e un piano editoriale delineato con anticipo di cinque/sei mesi, tanto per incominciare. Dietro c'e' una casa editrice come la SSC Publishing Ltd, la stessa che pubblica Linux Journal (l'edizione inglese evidentemente, in Italia i diritti di pubblicazione appartengono alla Duke Italia), garanzia di qualita'.
Non si tratta quindi di una iniziativa puramente amatoriale, dietro ci sara' sicuramente un business plan che fara' immagino perno sulla raccolta pubblicitaria (che si comincia in effetti ad intravvedere dopo qualche numero) e sfruttera' l'abbondanza di articoli che pervengono mensilmente alla redazione di Linux Journal e che non trovano spazio sull'edizione cartacea. Dalla presenza in rete di iniziative analoghe direi che gli editori cominciano a pensare che una fettina di mercato si puo' ricavare anche investendo abbastanza poco e premendo sull'accelleratore del Web.
Il fenomeno della fanzine o "autopubblicazioni" non si e' mai spento da quando e' possibile produrre con relativamente poco costo dei "giornalini" da distribuire fra appassionati di questo o quel argomento. Internet si presta ottimamente allo scopo e infatti in rete si puo' trovare molto sul genere; quello che stenta a decollare e' la regolarita' e la professionalita' di tali pubblicazioni, segno che non e' sufficente essere appassionati di un certo argomento o avere un po' di tempo libero. Serve una costanza che e' difficile da perseguire senza avere alle spalle una concreta, seppur minima, copertura finanziaria. Quello che forse manca a queste iniziative e' una idea di sfruttameno a 360 gradi del mezzo. Per esempio nei tutorial si fa largo uso di screen per esplicitare i vari passaggi, perche' non metterci un video invece?

 

L'organizzazione degli argomenti nella rivista TUX segue delle macro-aree che sono: P2P, angolo dell'editoriale e delle opinioni in genere e che ospitera' nei numeri seguenti l'angolo della posta e una Q&A; Home Plate l'uso del sistema e l'organizzazione del desktop; Suited Up per la messa a punto dei vari strumenti software e la configurazione delle periferiche ed infine la sezione tutorial, qui chiamata Tux Explains riservata ai classici articoli guida.

L'editore (direttore, autore, coordinatore,... non so come definirlo) della pubblicazione e' un tale Phil Hughes che si presenta nel suo primo editoriale e spiega le ragioni che lo hanno indotto a dare vita a questa iniziativa. Essenzialmente l'idea e' quella di dotare l'utente "normale" di uno strumento piacevole nella lettura che lo aiuti a trarre la massima produttivita' dalla sua installazione "workstation" di Linux. Fa da contraltare, a detta di Phil, a pubblicazioni come Linux Journal, che lui stesso dice di aver contribuito a far nascere una ventina di anni orsono, rivolte al professionista informatico.
Gli argomenti sono in linea con la vocazione della rivista: niente distribuzioni strane, installazioni complicate di software, programmazione, messa a punto di servizi sofisticati; qui si suppone che l'utente abbia installato una delle distribuzioni "classiche" in configurazione "workstation con office" e si stia preoccupando di come settare al meglio il suo computer per usarlo nel quotidiano. Troviamo, scritti in inglese "piano", cioe' senza troppe sofisticazioni sia linguistiche che tecniche, la personalizzazione del desktop, l'organizzazione delle foto digitali, la sincronizzazione con il palmare, la fusione di piu' calendari con KCalendar e via di questo passo. Tutti gli articoli sono scritti da professionisti, sia informatici che giornalisti e vale la pena segnalare anche una presenza italiana: tale Marco Fioretti che con il suo pezzo "Stop the Browser Fireworks!" (basta con i fuochi d'artificio del browser) insegna come bloccare l'intrusione dei famigerati pop-up e altre diavolerie non sollecitate mentre si naviga in Rete.
Non manca la sezione delle recensioni. La prima riguarda un dispositivo a meta' strada fra il palmare e il notebook: si chiama Pepper Pad e assomiglia un po' alla Playstation Portable, tanto per darvi un'idea; ovviamente si collega in Internet via Wi-Fi e il cuore e' un qualche porting di Linux. C'e' poi il Tungsten T5, gioiello della Palm One e la recensione di qualche software a cominciare da KWorld (e' ovvio che si cominci con qualche cosa di semplice e che possa interessare una vasta platea di utenti).

L'ultimo fascicolo disponibile fino al momento in cui scrivo (settembre 2005) ospita la classica sezione "premi dei lettori", molto comune sulle pubblicazioni anglosassoni. Vincono Ubunto nelle distribuzioni, Firefox nei browser, KDE nel desktop environment, GIMP nei programmi grafici, ovviamente OpenOffice.org nelle suite office, e via via senza particolari sorprese se non il sempre verde "vi" preferito come text editor ai vari e piu' moderni KWrite e similia; nemmeno nominato Emacs, un segno dei tempi?

Insomma che dire? E' gratis e quindi perche' non farci un giro? Se poi Linux vi piace, lo usate e volete usarlo ancora meglio senza per questo mettere mano a script o altro, TUX potrebbe essere una piacevole compagnia per qualche momento di relax "intelligente".

Ad excelsior,
sonicher.

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