Titolo: Retro Gamer
Sottotitolo: Il magazine speciale per gli amanti del retrogaming
Editore: PlayPress Publishing
Web: http://www.playpress.com
Lingua: Italiano
Pagine: 100
Prezzo: 9.90 Euro
Periodicita': mensile (?) |
Pur essendo appassionato di retro-computing, non lo sono altrettanto di retro-gaming, ma cio' nonostate non ho voluto lasciarmi sfuggire il primo numero di questa rivista dedicata ai vecchi videogiochi, piu' per intrinseca curiosita' e interesse collezionistico che per vero coinvolgimento.
Prima di tutto le definizioni: il Retro-Gaming e' una attivitˆ di tipo ludico che si esplica nell'utilizzo dei vecchi videogiochi sia con l'hardware originale che con hardware emulato. Se vogliamo il retro-gaming e' una branca del retro-computing, anche se qualche retro-computerista disprezza apertamente chi si occupa esclusivamente di giochi. La convinzione e' infatti quella che i veri informatici, diciamo quelli di serie A, sono quelli che smanettano con l'hardware, con il sistema operativo e con i linguaggi di programmazione; chi invece con il PC solo ci gioca e' guardato con sospetto e poca considerazione.
Personalmente, ma il mio parere vale quanto quello di altri, ritengo sia parimenti dignitoso e culturalmente sullo stesso livello la passione per i videogiochi di vecchia data e l'interesse piu' "colto" rivolto al sistemi ed alla loro programmazione.
Evidentemente c'e' parecchia gente che si dedica ai vecchi videogame, molta di piu' di quanto avrei ipotizzato. Infatti se un editore organizza addirittura una rivista monotematica e' segno evidente che il mercato esiste. Quanto questo sia esteso e soprattutto duraturo non sta a me indovinarlo e faccio tanti auguri all'iniziativa.
Sul Web sono comparse iniziative analoghe, sostenute da appassionati. Cito come esempio Still-Alive e Reload, due web-zine che hanno chiuso dopo pochi numeri. Siti dedicati all'argomento sono numerosi, anche in Italia, partendo da http://www.retrogaming.it/ e una ricerca in Google fornisce una pletora di risultati insospettabile. Evidentemente gli appassionati ci sono.
Venendo alla pubblicazione siamo difronte ad un ottimo prodotto dal punto di vista editoriale: Buona l'impaginazione, la grafica e la ricchezza dei contenuti. Qualche particolare da curare meglio ma di minore importanza (ad esempio la foto che accompagna la scheda del computer Apple II non e' affatto di un Apple II), insomma delle sottigliezze. Per quanto riguarda la pertinenza degli articoli fracamente non posso decidere perche', come spiegavo poc'anzi, non sono stato particolarmente addentro le segrete cose del mondo videoludico. Qualche partitella pure l'ho fatta, ma senza farmi prendere troppo dalla passione.
Come primo numero la rivista punta su due "pezzi da novanta", si tratta dell'Atari 2600 e dell'Amiga 1200, due sistemi che la rivista non esita a definirer mitici, descrivendone particolarita' e soprattutto titoli disponibili.
Altro argomento di peso la presenza del supporto ottico (un CD-ROM) colmo di emulatori e file correlati (non pero' delle ROM) che permette anche a chi non possieda l'hardware originale di provare l'emozione in prima persona. Giocare su un emulatore fa storcere il naso ai "veri duri", ma tant'e'!
Come dicevo il supporto contiene pochissime ROM free e non poteva essere altrimenti, viste le restrizioni imposte dalle normative vigenti. Certo che si tratta di segreti di Pulcinella: tutti sanno dove andare a scaricare le ROM piratate e se non lo sanno ci pensa Google a suggerirglielo. Perche' allora tanti discorsi demagogici sull'etica nell'uso delle ROM? Un semplice: "Le ROM non ci sono, cercatevele in giro" era piu' che sufficiente.
Facendo valutare rivista e cd-rom ad un amico introdotto nel settore ho avuto il riscontro relativamente alla bonta' della rivista cartacea ma molto meno per quanto riguarda il supporto che viene giudicato lacunoso (ad esempio ci sono solo le versione per Windows). Evidentemente, penso, la redazione non avra' voluto bruciare tutto e subito riservandosi qualcosina di interessante anche per il futuro.
Il prezzo della rivista (9,90 Euro) elevato ma tutto sommato in linea con l'idea di un magazine "verticale". Personalmente giudico il font usato troppo piccolo, anche considerando che coloro che giocavano 30 anni orsono ora sono sulla cinquantina...
In conclusione una rivista da valutare per chi ha questa passione o l'ha coltivata in passato e pure per coloro che semplicemente all'epoca una qualche piattaforma la possedevano e vogliono rivivere l'atmosfera.
Ad excelsior
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