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Free Software Magazine



Free Software Magazine







Free Software Magazine e' una pubblicazione on-line liberamente scaricabile dal sito omonimo previa registrazione. Il numero zero e' uscito nel novembre 2004 ma si e' aspettato il febbraio 2005 per vedere il primo "vero" numero della rivista che ha mantenuto poi una discreta regolarita' di uscita fino a giungere al numero 6 del luglio 2005 (l'ultimo disponibile al momento in cui scrivo).
Come si evince facilmente dal nome della pubblicazione si tratta di una rivista dedicata al free-software, inteso nell'accezione inglese del termine, cioe' non esattamente "a gratis" ma piu' generalmente "libero", cioe' liberamente modificabile, distribuibile, etc..., quello che in buona sostanza prevedono le piu' diffuse licenze free (come la piu' famosa di tutte,la GNU). La stessa rivista adotta una politica "Creative Commons" per gli articoli riservandosi sei settimane di "copyrights" passate le quali la riproduzione e' consentita. Forse se vogliamo trovarci il pelo nell'uovo e' nell'uso del formato PDF che obbliga di fatto ad avere sulla macchina (almeno per i Windowsiani) l'Acrobat Reader che e' gratis, d'accordo ma tutt'altro che free come lo intendono i puristi.
Il formato e' quello classico "landscape" che permette di ottenere un fascicolo dalle dimensioni classiche se si stampa su A4. Quasi indispensabile la stampa a colori, pena la perdita di un discreto numero di dettagli oltre che delle foto a colori; mi riferisco al codice colorato, agli inserti, ai richiami più o meno colorati presenti sulle pagine.
L'impaginazione e' molto pulita e senza l'uso eccessivo di colore, cosa che aiuta indubbiamente chi deve stampare "a sue spese" per disporre del fascicolo stampato.
Il "coordinator", co
me viene definito, è quel tale Tony Mobily che ricopre analoga posizione nella italianissima rivista Login della Infomedia Edizioni e che si porta dietro qualcuno dei collaboratori piu' capaci.
Dall'indirizzo dell'editore si deduce che la proprieta' e' domiciliata nelle isole Vergini (British Virgin Islands), cosi' come lo stesso direttore (almeno credo) e qualche collaboratore. Si tratta pur sempre di una rivista "anglofona" ma in qualche misura la collocazione "internazionale" la rende ancora piu' interessante. In ogni caso l'informatica e' di fatto la disciplina piu' globale che si possa immaginare: tutti usano piu' o meno gli stessi programmi, hanno gli stessi problemi, perseguono la stessa idea di usabilita' dei sistemi di calcolo,...
Nel numero zero si richiama a gran voce la necessita' di raccogliere consensi via registrazione gratuita e l'intento e' chiaro: in fondo un principio di business c'e' (non contrasta con l'idea del free software) ed e'quello di raccogliere pubblicita'. Obiettivo che sembra riesca piuttosto bene come si deduce dal contenuto dei numeri soccessivi nei quali lo spazio dedicato ai "consigli per gli acquisti" e' crescente. Per una rivista senza costi di distribuzione, aumentare il numero di pagine per accogliere quanta pubblicita' possibile e' ovviamente facile, cosa che succede dopo il primo numero. In ogni caso si nota che dietro c'e' uno staff che cura la pubblicazione (non ho trovato un solo errore di ortografia o didascalie sbagliate, richiemai a figure che non ci sono).
Il taglio della rivista e' fortemente orientato a Linux, com'era da immaginarsi visto che la maggior parte del free software "gira" da quelle parti, ed e' molto tecnico. Si puo' apprezzare al meglio solo avendo una discreta preparazione nelle tecnologie informatiche, meglio se si e' anche programmatori o sistemisti. Ne consegue che la pubblicazione si pone su un livello decisamente superiore a molte analoghe che si possono trovare sul Web o in edicola e potrebbe diventare effettivamente un punto di aggregazione importante per la comunita' internazionale che si ispira e crede nei principi del free software e in generale in un'etica della tecnologia. Vengono "dimenticati" o quasi gli "end user" che possono comunque rivolgersi altrove (ad esempio sul sito di TUX) per trovare pubblicazioni a loro dedicate.

Ad excelsior,
sonicher


sonicher@webriviste.com

 

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